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Videoconferenza con l’Università Tsinghua di Pechino su invito della prof.ssa Hong Li Wei del dipartimento di Scienze Sociali

Da coppola e lupara a doppio petto e ventiquattrore. Queste sono le nuove mafie e per contrastarle efficacemente occorrono norme adeguate, una formazione al passo con i tempi e una cooperazione internazionale realmente efficace. I tempi degli omicidi efferati e delle guerre sanguinose tra clan, legati al passato oscuro delle mafie, sembrano ormai essere lontani. Nella situazione attuale, le organizzazioni mafiose hanno abbracciato nuove strategie per perseguire i loro interessi criminali, adattandosi con grande astuzia alle rapide trasformazioni introdotte dalla globalizzazione, dal progresso economico, dai mercati finanziari e dalle rivoluzioni tecnologiche più recenti. Operano fluentemente nei meandri del dark e del deep web, dimostrando una sorprendente abilità nel navigare quest’universo digitale spesso sconosciuto ai non addetti ai lavori. Le moderne mafie hanno preferito abbandonare il tradizionale ricorso alla violenza e si sono spostate verso la corruzione e l’utilizzo delle migliori tecnologie rappresentate da strumenti come gli smartphone e l’intelligenza artificiale. L'accesso alla rete consente alle organizzazioni criminali di integrare le loro attività illecite con il mondo del cyber crimine, rendendo più difficoltoso non solo individuarle, ma anche contrastarle. Queste nuove realtà criminali non solo sono al passo con i tempi ma, in molti casi, riescono ad anticipare le ultime frontiere della tecnologia informatica, utilizzandola a proprio vantaggio per espandere l’influenza globale. Da qualche tempo sostengo le evidenti metamorfosi delle mafie tradizionali, rilevabili soprattutto nella creazione di nuovi paradigmi operativi fondati su un metodo mafioso di matrice moderna. Queste organizzazioni criminali hanno imparato a sfruttare strumenti come le criptovalute per celare transazioni illecite, ad aggiudicarsi appalti senza dover ricorrere alla corruzione tradizionale e a gestire il complesso panorama dell’economia globale con una competenza che spesso surclassa quella degli enti regolatori. Le legislazioni odierne, sia a livello europeo sia internazionale, si rivelano incapaci di tenere testa alla sofisticazione e all'evoluzione di questi nuovi fenomeni criminali. Molte norme sono superate e insufficienti per affrontare le sfide imposte da queste organizzazioni così notevolmente avanzate. Le nuove mafie vivono un periodo aureo rispetto agli Stati, invece, in crisi: gestiscono e investono somme immense in sviluppi tecnologici e usano queste risorse per facilitare operazioni di riciclaggio e reinvestimento tramite transazioni finanziarie che si estendono in una dimensione globale. Conoscono in dettaglio le strategie del project marketing e sanno tradurre progetti in risultati concreti attraverso un’efficiente gestione dei loro ingenti patrimoni. Sono dotate di strumenti digitali molto avanzati che risultano inaccessibili alle autorità statali, con tecnologie di comunicazione criptata che rendono la sorveglianza tradizionale obsoleta e quasi inefficace contro i loro piani criminali. La mafia contemporanea è diventata un’entità silenziosa ma onnipresente, una forza invisibile che s’inserisce perfettamente nelle dinamiche del presente storico sempre in continua evoluzione. Settori illegali come il traffico di droga, armi, esseri umani e persino organi, trovano ampie possibilità di commercio sul dark web, dove sono effettuate transazioni con criptovalute che annullano i confini tra legalità e crimine. Si rende assolutamente necessario un progresso investigativo di alta qualità per ideare metodologie e strategie di contrasto all’avanguardia capaci di essere adeguate nell’identificazione e repressione delle attività criminali che si evolvono a velocità vertiginosa. A queste necessità investigative si sommano enormi problematiche legate al diritto internazionale e alla giustizia penale, generando un effetto domino che finisce per consolidare un clima d’impunità sempre più frequente per questi gruppi criminali moderni. Giovanni Falcone, con la sua straordinaria lungimiranza, ci mise in guardia già anni fa verso questi scenari prevedendo gli ostacoli che avremmo incontrato nel tentativo di combattere le nuove mafie. La sua riflessione rimane più attuale che mai: non è possibile eliminare le mafie spingendo cittadini comuni verso atti di eroismo solitario, il vero cambiamento richiede l’impiego coordinato delle migliori risorse istituzionali disponibili. In assenza di tali sforzi concreti e collettivi, saremo sempre un passo indietro rispetto alla velocità e all’ingegno mostrato dalle nuove mafie.

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