Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

L’intervista alla giornalista e saggista a margine del convegno organizzato dalle Agende Rosse a Bologna

Siamo di fronte a un palese tentativo di depistare la verità sulla strage di via d'Amelio e quindi sulla stagione stragista del ‘92-’93. Direi anche piuttosto cialtronesco in un certo senso perché si rifiuta proprio di mettere insieme i nessi di causa-effetto”. Così Stefania Limiti sulla direzione investigativa intrapresa dalla Commissione parlamentare antimafia sulla strage che il 19 luglio ’92 uccise Paolo Borsellino e gli agenti di scorta. Intervistata da ANTIMAFIADuemila a margine del convegno “Il diritto alla Verità” in corso a Bologna, la giornalista e saggista ha sottolineato la necessità “in questa battaglia di verità di una resistenza civile, perché coprire la verità su quelle stragi significa coprire chi ha voluto attaccare la nostra democrazia costituzionale. Questa è la posta in gioco e siamo in pericolo”.
Quanto alla separazione delle carriere ha parlato di un progetto “indubbiamente evidente”, cioè la “destrutturazione di ogni forma di contropotere, a partire dal giornalismo, che intanto non è più libero di pubblicare il contenuto delle ordinanze”. Con l'attacco alla magistratura, il referendum e la legge costituzionale sulla separazione delle carriere si fa un passo in più: “Non è altro che un tentativo di azzerare il terzo potere dello Stato. E l’élite del potere in questo modo si assicurano la loro impunità, perché quando hai un procuratore che non è più parte del mondo giudiziario, del mondo della magistratura, che non è più interno a quella logica di trovare le responsabilità sulla base della ricerca naturalmente degli elementi di prova, è ovvio che a quel punto tu avrai una giustizia che sarà molto più sensibile ai richiami del potere e assai poco sensibili ai richiami invece di chi ai margini e di chi non ha nessun potere”. Per cui il piano di questa destra, “che poi è un piano fondamentalmente anticostituzionale, è molto chiaro”, ha concluso.

ARTICOLI CORRELATI

Scarpinato e de Magistris: servizi segreti Usa cavalcarono le stragi contro nostra sovranità


De Magistris: “La separazione delle carriere inciderà tantissimo sul diritto alla verità”

Un unico filo nero dietro le stragi italiane: mafia P2 Cia e neofascisti
di Giorgio Bongiovanni

Salvatore Borsellino: ''Sulle stragi vogliamo Verità non l'oblio. Lottiamo per questo diritto''

Bologna, 29 e 30 Novembre - ''Il Diritto alla Verità'' 

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos