Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

La procura di Palermo continua le indagini su Madonia, Lucchese e la ‘pista nera’

Nel gennaio del 2022 la procura di Palermo aveva deciso per l’archiviazione sul caso della targa che avrebbe potuto mettere in collegamento diretto il delitto di Piersanti Mattarella, ex presidente della regione siciliana ucciso il 6 gennaio 1980, con i Nar (nuclei armati rivoluzionari).
La targa venne ritrovata a Torino, in via Monte Asolone, il 26 ottobre 1982, nel covo di Fabrizio Zani, anche lui estremista nero.
Oggi il ‘Fatto Quotidiano’ fa sapere che non solo non c’è un collegamento con l’omicidio del politico siciliano ma che era una normalissima targa il cui furto era stato denunciato il 24 marzo 1982 a Palermo poco prima di una rapina avvenuta il 26 marzo del 1982, sempre a Palermo.
Tale rapina viene descritta in una sentenza della Corte di Assise di Roma del 29 luglio 1986 in cui si condanna proprio Zani (che oggi vive libero dopo aver saldato il conto con la giustizia), riporta il ‘Fatto’: “Alle ore 14,30 del 26 marzo 1982 veniva compiuta una rapina a Palermo ai danni del collezionista d’armi Giovanni D’Espinosa. (…) tre giovani armati e con il volto travisato ingiungevano al D’Espinosa di consegnare una carabina Heckler Koch HK41 cal. 38 Winchester ed un revolver 38 special marca ‘Squires Bingham’ DC 254216 (…) il primo a parlarne era Walter Sordi” (terrorista dei NAR che collabora subito dopo l’arresto e il 27 settembre 1982) il quale racconta che “il gruppo facente capo al Nistri disponeva di un fucile Heckler Koch rapinato in Sicilia (…) tale rapina (…) fu fatta da Nistri Roberto, Zani, Stefano Procopio ed Enrico Tomaselli con una macchina prestata da un amico del Tomaselli”.
La sentenza prosegue: “A sua volta interrogato lo Zani, superando la originaria posizione difensiva negativa, ha confessato la propria complicità nell’azione delittuosa”. Mentre “Nistri e il Tomaselli hanno mantenuto ferme le loro posizioni negative”.
Filtrando tutti gli elementi rimane il dato che la targa PA563091 è stata rubata a Palermo e la denuncia è del 24 marzo 1982 ed è stata poi ritrovata dai carabinieri nel covo di Torino frequentato da Zani in via Monte Asolone. 
L’ipotesi più probabile dunque è che la targa trovata a Torino nell’appartamento di Zani sia stata portata lì dallo stesso estremista, o dai suoi camerati.
Tutto questo non esclude la ‘pista nera’ per l’omicidio di Piersanti Mattarella: la procura di Palermo sta approfondendo il filone eversivo, insieme a quello mafioso che vede indagati i killer di Cosa nostra Giuseppe Lucchese e Antonino Madonia.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

ARTICOLI CORRELATI

Archiviata la ''pista nera'' sull'omicidio Mattarella. Focus si sposta su Nino Madonia

Omicidio di Piersanti Mattarella: un politico riformatore nella terra del compromesso

Omicidio Piersanti Mattarella. Repici: ''Il killer è Nino Madonia. Ma mai processato''

Omicidio Mattarella, Scarpinato e l'audizione al Csm nel '92: ''Falcone parlò di Gladio''

Luca Grossi a Rai News 24: ''Omicidio Mattarella è parte della strategia della tensione''

Omicidio Mattarella, i giudici: indagini gravemente inquinate da appartenenti alle Istituzioni

Omicidio Mattarella: arrestato ex prefetto con l'accusa di aver depistato le indagini

  

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos