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Avrebbe chiesto mail, accessi e cartelle ai dipendenti per risalire alla talpa di Report 

Nuovo terremoto al Garante della privacy. Il segretario generale Angelo Fanizza, scelto il 10 ottobre scorso dal presidente Pasquale Stanzione, si è dimesso dopo l’accusa, pesantissima, di voler spiare il proprio personale. Fanizza ha lasciato l’incarico dopo la pubblicazione di una sua lettera riservata, datata 4 novembre e indirizzata a un dirigente dell’Autorità, in cui chiedeva di acquisire i dati della corrispondenza dei dipendenti. L’obiettivo sarebbe stato quello di individuare la talpa che dagli uffici del Garante aveva girato alla trasmissione Report alcune comunicazioni di Agostino Ghiglia, membro del collegio finito al centro dell’ultima inchiesta del programma: messaggi nei quali parlava dei suoi rapporti con la sorella della presidente del Consiglio AriannaMeloni - incontrata prima di comminare la multa da 150mila euro al programma - e, in precedenza, anche con GiorgiaMeloni, quando però era soltanto segretaria di FdI. Nella lettera Fanizza ha chiesto di “mettere su uno o più dvd (…) posta elettronica, accessi Vpn, accessi cartelle condivise, spazi di rete condivise, sistemi documentali, sistemi di sicurezza”, aggiungendo l’indicazione di “evitare che si verifichi la sovrascrittura log su tutti i sistemi”. Un testo che ai dipendenti, venuti a conoscenza del documento solo il 13 novembre, è apparso come una forma di monitoraggio di massa con il tentativo di risalire alla fonte dell’inchiesta di Report.

La richiesta di Fanizza di spiare i lavoratori dell’Autorità risale al 4 novembre, due giorni dopo la prima puntata dell’inchiesta di Report. “Secondo quanto riferito da fonti interne - ha segnalato ieri Report su Facebook - oggi il dirigente del dipartimento per la sicurezza informatica ha informato i dipendenti e denunciato l’illegittimità di questa richiesta. I lavoratori del Garante della Privacy hanno chiesto le dimissioni dell’intero Collegio”.  



La scelta di lasciare l'incarico è arrivata ieri in serata, a termine di una lunga assemblea dei lavoratori nella quale sono state ribadite, all'unanimità, le richieste di dimissioni dell'intero collegio. Una presa di posizione arrivata dopo che il dirigente del dipartimento per la sicurezza informatica ha informato i dipendenti e denunciato l'illegittimità della richiesta di Fanizza. In pratica il garante della privacy che viola la privacy. Il collegio del Garante ha assicurato "la propria totale estraneità rispetto alla comunicazione a firma dell'ex segretario generale riguardante una richiesta di dati dei dipendenti relativi all'uso dei sistemi informatici", ricordando che "l'accesso da parte del datore di lavoro a taluni dati personali dei dipendenti relativi all'utilizzo dei sistemi informatici può costituire violazione della privacy".
Fanizza, magistrato presso il Tar del Lazio e dottore di ricerca in diritto pubblico dell'economia, titolare per molti anni di incarichi di docenza nell'Università di Bari, sarebbe dovuto rimanere in carica fino al termine del mandato del collegio, il 29 luglio 2027. Ora al suo posto il Collegio - composto da Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza - ha nominato Luigi Montuori, dirigente presso l'Autorità quale nuovo Segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali.

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