Martedì 18 novembre ci sarà l'audizione di Gian Carlo Caselli, già Procuratore della Repubblica, nell’ambito del filone di inchiesta sulla strage di via d’Amelio.
Il magistrato si era presentato già il 31 luglio scorso e aveva nettamente negato che l’inchiesta ‘mafia-appalti era collegata con la morte di Paolo Borsellino: “Inoltre, né prima del mio arrivo alla procura di Palermo né dopo c’è stata una cattiva gestione di quell’indagine”, aveva detto l'ex procuratore di Palermo.
È una tesi “indimostrata” che dietro le stragi di Capaci e via d’Amelio c’era “il dossier ‘mafia e appalti’” poiché, tra le altre cose, ridurrebbe le figure dei due magistrati a quelle di due “funzionari onesti, ma ben al di sotto del loro valore storico”. In altre parole se “trasformiamo Falcone e Borsellino in esperti di bilanci depotenziamo le loro figure e togliamo un riferimento a quei giovani che non vogliono adagiarsi nell’indifferenza, nel disimpegno e nella rassegnazione, ma vogliono piuttosto operare per ottenere risultati socialmente e politicamente utili”.
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