Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Dalle stragi '92-'93 al caso Mori, fino alle foto con Ciavardini e Mussolini: tutte le criticità sollevate da Stefano Baudino

Una PETIZIONE per chiedere le dimissioni di Chiara Colosimo dalla presidenza della Commissione Parlamentare Antimafia. A far partire l’iniziativa è il giornalista Stefano Baudino. Come lui stesso ha spiegato, la guida di Colosimo all’interno della Commissione ha finito per “snaturare” la funzione dell’organismo parlamentare, tradendone la vocazione di garanzia, rigore e ricerca della verità.

Ad avallare la sua analisi, una serie di episodi e comportamenti che poco hanno a che fare con la compatibilità verso un mandato della Commissione. Primo tra tutti è la gestione delle indagini sulle stragi, in cui Colosimo - ha sottolineato Baudino - ha evitato di offrire una lettura complessiva di quella stagione di sangue, preferendo “parcellizzare” il lavoro e concentrarsi quasi esclusivamente sulla strage di via d’Amelio. Una scelta che non ha fatto altro che promuovere pubblicamente una sola ipotesi, quella legata al dossier “mafia-appalti”, riducendo così la complessità del quadro criminale ed eversivo che ha attraversato il Paese.

Non è esente dalle critiche anche la linea politica adottata nelle audizioni. “La Commissione, sotto la sua guida - spiega Baudino - ha steso un virtuale ‘tappeto rosso’ all’ex ufficiale dei ROS Mario Mori, accolto come un idolo dalla maggioranza a Palazzo San Macuto, anche mentre si trova indagato dalla Procura di Firenze per mafia, concorso in strage ed eversione. Nell'audizione che ha visto Mori protagonista insieme al suo ex braccio destro Giuseppe De Donno, sono state inoltre espresse lodi nei confronti dell'ex senatore e fondatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri, già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e attualmente indagato tra i mandanti esterni delle stragi, con un contestuale attacco ai magistrati della Procura di Palermo del dopo-stragi. Il tutto nell'assoluto silenzio di Chiara Colosimo”.

Non meno rilevante è la ricostruzione fatta dal giornalista e che riguarda il rapporto tra la presidenza della Commissione e i familiari delle vittime di mafia e terrorismo. “La Presidente ha mostrato una preoccupante distanza dalle istanze dei familiari delle vittime degli attentati di mafia e del terrorismo, da decenni impegnati a cercare un ponte con le istituzioni al fine di pervenire alla verità e alla giustizia sugli eccidi che hanno spento la vita dei loro cari”. Poi, il ricordo di uno degli episodi più emblematici dell’incompatibilità spiegata anche da Stefano Baudino: una fotografia scattata ai tempi del primo mandato regionale di Colosimo, in cui la futura presidente dell’Antimafia posa sorridente mentre intreccia le mani con Luigi Ciavardini, poi condannato in via definitiva come uno degli esecutori materiali della strage di Bologna del 1980.

A questa circostanza si aggiunge anche la volontà sistematica della Commissione a guida Colosimo di fare di tutto per evitare le domande più delicate. Soprattutto quelle che legano “le stragi degli anni Ottanta e Novanta”, finendo col dribblare anche la “Trattativa Stato-mafia”, il cui peso storico è stato riconosciuto in sentenze definitive. Una conferma della direzione arbitraria della presidente della Commissione parlamentare Antimafia - ha sottolineato il giornalista - è possibile trovarla anche all’interno di un’intervista del 4 agosto 2023 al quotidiano Avvenire, in cui la stessa Colosimo ha detto: “Per formazione politica non ci ho mai creduto”.

A tutto questo si aggiungono - e per il giornalista pesano come un macigno - le rivelazioni contenute nell’inchiesta di Report andata in onda il 9 novembre 2025. In quel servizio, Colosimo ha ammesso l’autenticità di una fotografia del 2015 che la ritrae sorridente accanto a una statuetta di Benito Mussolini, un’immagine postata con la didascalia ironica “Stiamo lavorando con nonno Benito”. Nella stessa puntata, la presidente si è trovata costretta a chiarire i rapporti con uno zio, Paolo Colosimo, condannato per aver fatto da tramite tra l’estremista di destra Gennaro Mokbel e la ‘Ndrangheta.

Da tutto ciò, Baudino fa discendere un’unica, inevitabile conclusione, confluita nella sua petizione: Chiara Colosimo, a suo avviso, non possiede più l’autorevolezza morale e politica necessaria a ricoprire il ruolo che le è stato affidato. La sua permanenza “danneggia l’immagine dell’organismo e tradisce le attese di giustizia dei familiari delle vittime”. Per questo il giornalista chiede l’intervento delle massime istituzioni della Repubblica e del Parlamento, affinché venga “ripristinata una leadership capace di restituire alla Commissione Antimafia il suo ruolo di baluardo della legalità e della trasparenza”.

Firma la petizione: change.org

Foto © Imagoeconomica

ARTICOLI CORRELATI

La Presidenta, fascista impenitente, non si dimette!
di Giorgio Bongiovanni 

Parliamo un poco di Chiara Colosimo
di Saverio Lodato

Cosa pensano i familiari di Borsellino della foto Colosimo-Ciavardini?
di Saverio Lodato 

Report: Chiara Colosimo e la foto del 2015 con il busto di Benito Mussolini

Di Matteo: ''Libro di Tescaroli cristallizza verità sulle stragi. La politica approfondirà?''
  

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos