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L’operazione “Ippocampo” della Guardia di Finanza e dei Carabinieri pone fine alla latitanza del 41enne di Cetraro

Dopo oltre un anno di latitanza, si è conclusa in Calabria la fuga di Alessio Ricco, 41 anni, considerato un elemento di primo piano della famiglia Scornaienchi di Cetraro, articolazione della più nota cosca Muto, da decenni egemone sul Tirreno cosentino. L’uomo è stato arrestato dai militari del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO) e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, al termine di una complessa operazione condotta in sinergia con i Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza e la Squadra Mobile della Questura.

Ricco era ricercato dal febbraio 2024, quando la Procura della Repubblica di Paola aveva emesso nei suoi confronti un ordine di carcerazione. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno consentito di localizzarlo dopo mesi di accertamenti, appostamenti e verifiche incrociate, in una rete investigativa che ha coinvolto più corpi dello Stato. L’operazione, denominata “Ippocampo”, ha messo fine a una lunga latitanza che si era trasformata in una vera e propria sfida alle istituzioni.

Da pluripregiudicato, Ricco è riuscito ad accumulare nel tempo una lunga serie di reati: traffico di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, furto, rapina e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Già nel 2010 era stato arrestato per associazione mafiosa armata e per aver preso parte a un sodalizio criminale dedito al narcotraffico, nel cuore di un sistema che per anni aveva garantito potere e ricchezza alle cosche della costa tirrenica calabrese. La sua cattura rappresenta un colpo significativo per le strutture criminali del territorio e un segnale della costante pressione esercitata dagli investigatori sul tessuto mafioso calabrese. A sottolinearlo è stato anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha espresso pubblicamente i suoi complimenti alle unità d’eccellenza delle Fiamme Gialle del Gico di Catanzaro e dello Scico, riconoscendo “la professionalità e la maestria” con cui le forze dell’ordine hanno condotto le indagini fino all’arresto del latitante. 

Fonte: Ansa 

Foto © Imagoeconomica 

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