Il senatore intervistato per la presentazione del libro “Il biennio di sangue”: “Tescaroli oggetto di attacchi istituzionali e mediatici gravissimi”
“Il cittadino che non è esperto di mafia, di stragi e di delitti politici può essere portato a pensare che questo libro tratta di vicende tragiche che appartengono a un lontano passato. E per le quali è stata fatta giustizia perché sono stati condannati gli autori materiali. Purtroppo questa storia non ce la possiamo raccontare così. Le indagini hanno consentito di condannare gli esecutori materiali ma a causa di depistatori non è stato possibile identificare e procedere nei confronti dei mandanti e dei complici eccellenti di quelle stragi”. A dirlo è il senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato in un’intervista rilasciata ad ANTIMAFIADuemila e proiettata all’Auditorium Brascuglia di Cordenons (PN) in occasione della presentazione dell’ultimo libro del procuratore di Prato LucaTescaroli dal titolo “Il biennio di sangue. 1993-94. Le menti e gli esecutori materiali degli attentati di Cosa nostra nel continente”, edito da PaperFIRST. “Questo libro - spiega Scarpinato - si compone di due parti. Una prima parte è l’esposizione delle prove che grazie alla professionalità dei magistrati, di Luca Tescaroli in particolare, hanno consentito di portare alla condanna dei componenti della mafia militare che hanno eseguito le stragi e dei mandanti interni. Nella seconda parte, intitolata i ‘quesiti irrisolti’, invece, Tescaroli indica tutti buchi neri che riguardano le stragi”. Si tratta, ha commentato l’ex procuratore generale di Palermo, “degli stessi buchi neri che io ho allegato nelle 57 pagine depositate in Commissione Antimafia”. Punti di domanda irrisolti che il senatore, come il procuratore di Prato stanno tentando di sbrogliare , non senza conseguenze. “A me hanno tentato di escludermi dalla commissione antimafia e Tescaroli è stato oggetto, come ha scritto nel libro, di attacchi istituzionali e mediatici”, ha puntualizzato Scarpinato. “Ci sarà un motivo per cui appena tocchi certi argomenti si scatena la reazione del palazzo. E dimostra che questa non è una materia del passato ma è del presente, ed è incandescente perché altrimenti non ci sarebbe motivo per scatenare un conflitto di questa portata”. “Evidentemente - ha aggiunto - i soggetti che sono dietro le stragi hanno attraversato il tempo e come ha fatto il gattopardo si sono riciclati anche nell’attuale corso politico e non hanno nessun interesse che gli scheletri del passato escano”. Roberto Scarpinato ha sottolineato nell’intervista che le stragi del 1992-93 non sono state solo stragi di mafia. “Lo attesta una pluralità di risultanze”, ha dichiarato. In primis: i depistaggi. “I depistaggi sono il marchio di fabbrica della criminalità del potere perché non sono finalizzati a coprire i mafiosi che hanno eseguito le stragi ma a coprire i mandanti eccellenti. I depistaggi - ha aggiunto - hanno caratterizzato tutte le indagini sulle stragi. Sono stati eseguiti con la sparizione di documenti essenziali, con la creazione di falsi collaboratori di giustizia, con l’eliminazione di esecutori delle stragi che si apprestavano a collaborare con la magistratura”. E chi di questi, come i fratelli Graviano, Salvatore Biondino, Leoluca Bagarella ed altri, è ancora in vita se ne guarda bene dal saltare il fosso perché “o uccidono loro o uccidono i loro figli e quindi sono prigionieri dei loro segreti”, ha spiegato il senatore. “Se uno solo di queste persone dicesse un decimo di quello che sa il Paese si dovrebbe fermare e le conseguenze politiche sarebbero gravissime”. “Ecco perché - ha concluso - Luca Tescaroli, come tanti altri magistrati, stato oggetto di attacchi istituzionali e mediatici gravissimi”.
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