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“Vi è mai capitato di buttare via qualcosa e poi di rendervi conto che vi serviva? A me è successo con la mia vita”. È questo l’incipit di “Loop out. D’amore e di rabbia. Diario di una adolescente in fuga”, il libro di esordio di Betty C., edito da Mediter Italia nella collana “Cherchez La Femme”. 
Già le prime pagine sono un pugno allo stomaco del lettore. Perché 14 anni sono davvero pochi per arrivare a buttarsi via. E invece a quell'età il rischio di entrare in contatto con la droga (dalla canna, all'eroina, passando per la cocaina, l'Lsd e il crack) è altissimo per svariate ragioni.
E non è solo una questione di "curiosità" di superare il limite. 
Questo diario, in un primo momento pensato per se stessa, oggi è una testimonianza importante che deve far riflettere non solo i giovani, ma anche gli adulti. 
Che devono essere capaci di ascoltare se vogliono davvero comprendere perché oggi vi è così distanza tra le varie generazioni. 
La lettura, in questo caso, deve essere come l'ascolto. Senza pregiudizi o la volontà di mostrarsi superiori. 
Perché Betty C, giovanissima autrice del libro, pagina dopo pagina, si mette in discussione raccontando l'intero travaglio vissuto in dieci anni di vita. 
Anche lo stile del racconto è diretto. Non c'è retorica o ricerca del sentimentalismo. C'è la vita vissuta. Nuda e cruda, con tutti i suoi risvolti "normali". Una scelta che può anche non piacere. Ma va rispettata perché comunque racconta una realtà, obbligandoci a guardarla per com'è, attraversando il disagio, il dolore, la lotta solitaria contro la droga, tra delusioni e ricadute, la disaffezione per una società che colpevolmente è spesso silente ed assente. 
Il libro diventa dunque un viaggio personale, di coraggio e dignità, che l'autrice fa dentro se stessa per tornare a vivere, giorno dopo giorno. Il libro stesso lo racconta: rinascere è possibile, ma con un impegno forte. Che parte dal singolo ed arriva fino all'intera collettività. 
Perché "Loop Out", con oltre trecento pagine, è una storia che sicuramente può essere rivolta agli adolescenti, ma anche alle famiglie, alla scuola e soprattutto alla politica che spesso si volta dall'altra parte quando c'è da dare risposte sulla questione sociale. 

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