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Dopo le rivelazioni sul caso di Tommaso Cocci si apprende da 'Repubblica' che nelle scorse settimane la procura diretta dal Procuratore della Repubblica di Prato Luca Tescaroli ha acquisito gli elenchi della loggia Sagittario di Prato-valle del Bisenzio, parte della Gran loggia Alam (Antichi liberi accettati muratori), di cui Cocci era segretario. L'uomo, già ex capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio comunale era stato 'lanciato' candidato in pectore a consigliere regionale, ritiene di aver subito una specie di trappola a luci rosse per mezzo del web, con foto intime finite a chi poi lo avrebbe ricattato per obiettivi politici. Nei messaggi, oltre all'intimazione di rinunciare, accuse di pedofilia, droga e di legami con la massoneria.
Il ricatto sarebbe rimasto segreto se lui avesse mollato le cariche e le ambizioni politiche.
Ma una seconda lettera, un volantino diffamante, ad aprile, sarebbe stata inviata non solo a Cocci ma, come se fosse una circolare, 'per conoscenza', anche ai vertici del partito, al coordinatore organizzativo nazionale di FdI Giovanni Donzelli, alla deputata pratese Chiara La Porta, ai consiglieri comunali FdI Claudio Belgiorno e Cosimo Zecchi.
Lo stesso Cocci, che ha fatto denuncia, non esclude che sia lo spurgo di una rivalità interna al partito in città, l'iniziativa di 'corvi' nel partito interessati a tenerlo fuori dalla lista. Il politico ha in seguito confermato l'adesione da 12 anni alla massoneria, da cui però si è messo 'in sonno' a giugno. Su questo è intervenuto il segretario di Prato del Pd Marco Biagioni chiedendo "immediata chiarezza sui rapporti con la massoneria".
La loggia, si apprende, era già citata nell’inchiesta per corruzione a carico dell’ex sindaca Ilaria Bugetti e del patron del Gruppo Colle Riccardo Matteini Bresci (che fino al 2020 ne era stato Gran Maestro).
Il riservo per le indagini è massimo e non sono stati rivelati altri dettagli da parte degli inquirenti; inoltre nessuna accusa è stata rivolta ad affiliati alle logge pratesi.

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