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La Procura: le prove non ancora acquisite potrebbero scomparire se gli indagati tornassero in libertà

 Continua l’inchiesta giudiziaria che a Milano ha coinvolto figure di primo piano dell’amministrazione comunale, compreso il direttore generale del Comune, Christian Malangone, braccio destro del sindaco Beppe Sala. Il caso, che ruota attorno agli arresti del 31 luglio scorso dell’assessore comunale Giancarlo Tancredi e dell’ex presidente della Commissione Paesaggio Giuseppe Marinoni, accusati di aver favorito interessi privati in cambio di vantaggi, vede ora la Procura depositare al Tribunale del Riesame una memoria per opporsi ai ricorsi contro le misure cautelari.

La ricostruzione fatta dai magistrati parla chiaro: alcune chat tra l’imprenditore immobiliare Manfredi Catella e Tancredi, Malangone e lo stesso Sala delineerebbero un quadro di “allarme sociale”, in cui l’assessore avrebbe agito in sintonia con Malangone, sfruttando la funzione pubblica in modo illecito.

Ad ogni modo, un nodo centrale riguarda il rischio che le prove possano essere inquinate o compromesse. Per i pm, se Tancredi e Marinoni tornassero in libertà, potrebbero accordarsi con Malangone per far sparire documenti o elementi ancora non acquisiti. È lo stesso Malangone per il quale è stato disposto il cosiddetto “interrogatorio preventivo” in base alla legge Nordio, applicabile nei casi in cui si valuta solo il rischio di reiterazione del reato. La cautela dei pm, date le circostanze, appare dunque evidente.

Il nome di Malangone non è nuovo alle cronache giudiziarie. Come ha ricordato anche il Corriere della Sera, già nel 2015, quando era al fianco di Sala in Expo 2015, era stato condannato in primo grado per induzione indebita, ma due anni dopo assolto in Appello “perché il fatto non sussisteva”. All’epoca l’accusa riguardava pressioni per far includere una ex collaboratrice del ministro Maroni in una delegazione di viaggio in Giappone.

Sul fronte processuale, pochi giorni fa il Riesame ha annullato l’arresto del costruttore Andrea Bezziccheri e i domiciliari per l’architetto Alessandro Scandurra, accusati di corruzione. Tancredi e Marinoni rispondono invece di una diversa ipotesi di corruzione legata al manager Federico Pella e di falso per mancata dichiarazione di conflitti di interesse; Marinoni deve inoltre affrontare un’ulteriore accusa di corruzione da parte di una società svizzera. Il caso Catella sarà esaminato il 20 agosto. La vicenda giudiziaria che ha travolto la città di Milano sembra dunque ancora lontana dalla conclusione.

Foto © Imagoeconomica 

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