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Diverse tonnellate di cocaina entravano in UE: i proventi usati per investire in hotel e beni immobili 

Una vasta operazione condotta in Albania pochi giorni fa ha portato all’arresto di dieci persone, tutte sospettate di far parte di una rete criminale attiva nel traffico di cocaina e nel riciclaggio di denaro. L’azione, coordinata da Europol, è stata condotta in stretta collaborazione tra le autorità albanesi e quelle di Belgio, Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi. Le indagini avevano già rivelato in passato che il gruppo criminale era legato ad altre organizzazioni di stampo internazionale, attive sia in Europa che all’estero. Il blitz è scattato dopo l’arresto, a fine giugno 2025, di un membro di spicco della rete. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati diversi beni di grande valore, tra cui un hotel, ville, appartamenti, terreni, aziende e ingenti somme di denaro, sia in valuta albanese che in euro. Complessivamente, sono stati eseguiti quindici mandati di perquisizione che, oltretutto, hanno permesso di raccogliere prove sia fisiche che digitali. 
A conferma di come le modalità di comunicazione delle organizzazioni criminali si siano evolute restando al passo con i tempi, le indagini hanno ottenuto risultati significativi anche grazie alle analisi effettuate sulle comunicazioni crittografate della nota piattaforma di messaggistica Sky ECC, già sequestrata nel 2021. Proprio attraverso le conversazioni esaminate da Europol è stato possibile ottenere informazioni chiave non solo sui membri dell’organizzazione, ma anche sulla rete criminale, articolata su più livelli. Grazie a questo lavoro investigativo è stato possibile mappare i rapporti interni e ricostruire alcune operazioni, tra cui spedizioni di diverse tonnellate di cocaina dall’America Latina verso porti europei come Amburgo e Rotterdam. In un solo carico - ha fatto sapere Europol - il principale indagato avrebbe incassato oltre 40 milioni di dollari. Ad ogni modo, l’impatto dell’uso della tecnologia è stato tale da permettere al leader del gruppo criminale albanese – già ricercato in seguito a una condanna definitiva a 21 anni di carcere pronunciata da un tribunale italiano per omicidio, sequestro di persona, occultamento di cadavere, minacce, possesso illegale di esplosivi e munizioni e ostruzione alla giustizia – di servirsi di sistemi di comunicazione crittografati per gestire la logistica del trasporto di droga e gli aspetti finanziari legati al narcotraffico. 

Foto © Imagoeconomica

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