Riavvolgiamo il nastro: il 19 agosto 2024, il superyacht Bayesian affonda misteriosamente al largo di Porticello, causando la morte di sette persone, tra cui il magnate britannico Mike Lynch. Inizialmente, i media attribuiscono l’evento a un fenomeno meteorologico estremo, parlando di una tromba d’aria e di una fatalità. Tuttavia la nave scomparve “senza un SOS, nessuna falla nello scafo. Nessun impatto visibile. Niente che spiegasse l’affondamento”; “un filone alternativo che rifiuta la coincidenza e sussurra un’altra trama: operazioni segrete, depistaggi, manovre di intelligence sotto la linea dell’acqua” ha scritto il criminologo forense Federico Carbone in un articolo pubblicato su Dark Side.
A bordo, ricordiamo, c’era Mike Lynch, il “Bill Gates d’Oltremanica”, che celebrava una vittoria legale in una crociera privata. Con lui, la figlia diciottenne Hannah, Jonathan Bloomer, presidente di Morgan Stanley International, e Chris Morvillo, suo avvocato personale. Nessuno è sopravvissuto. Lynch, fondatore di Darktrace, una società di cybersecurity con legami a governi e servizi segreti, avrebbe portato con sé “due hard disk cifrati. Non si fidava dei cloud. Teneva tutto offline, custodito in casseforti a prova d’acqua. Quei dischi contenevano file riservati, codici d’accesso, memorie di una vita passata a trafficare – legalmente o meno – tra cybersecurity e intelligence. Secondo quanto trapelato alla CNN, quei dati toccavano anche dossier internazionali: dalla cooperazione con l’MI6, alla CIA, al Mossad”.
Mentre Londra agiva in silenzio, “le voci cominciavano a puntare in un’altra direzione: Mosca. Secondo fonti d’intelligence russe, sarebbe stato l’FSB a orchestrare l’affondamento. Un attacco mirato, ritorsivo, contro un asset britannico, in risposta al sostegno militare del Regno Unito all’Ucraina”. Il presunto metodo? “Un drone sottomarino capace di generare un vortice sotto la chiglia. Nessuna esplosione. Solo risucchio. Pulito. Silenzioso. Efficace. Esattamente come descritto da alcuni testimoni, che raccontano un affondamento rapidissimo, senza tempo per reagire o inviare un mayday. Uno scenario già visto. Il 28 maggio 2023, sul Lago Maggiore, un’altra barca affondava durante un ‘temporale improvviso’. A bordo, una festa tra agenti italiani e israeliani. Anche lì, 4 morti. Anche lì, si parlò di sabotaggio russo. Anche lì, nessuna prova definitiva. Ma tanti indizi e lo stesso copione meteorologico: una tromba d’aria come schermo per un’operazione di intelligence”. Mosca dispone di tecnologie avanzate, come mini sommergibili e veicoli autonomi subacquei (AUV), progettati per operare con basse firme radar e compiere manovre non convenzionali. Il relitto, inspiegabilmente intatto, alimenta sospetti di sabotaggio, con ipotesi su droni russi, operazioni dell’MI6 o un sinistro assicurativo milionario. Il 21 settembre 2024, la procura di Termini Imerese “ordinò una vigilanza permanente sull’area. La preoccupazione era concreta: che qualcuno, da Mosca o da Pechino, tentasse un’incursione subacquea per trafugare quel contenuto”.
“Secondo fonti riservate, nelle ventiquattro ore successive al naufragio, prima ancora dell’arrivo dei sommozzatori italiani, sul relitto ci sarebbe arrivata una squadra del MI6. Missione: recuperare il contenuto informatico prima che chiunque altro potesse metterci le mani”. “Senza carte, senza rapporti ufficiali. Quando gli italiani arrivarono, le casseforti erano vuote. Il sospetto è che Londra avesse agito in fretta per due motivi: proteggere segreti potenzialmente imbarazzanti e impedire che finissero in mani ostili. Una fonte vicina alla Difesa italiana fu chiara: ‘Quando si è saputo che Lynch era su quella barca, tutto il sistema dell’intelligence occidentale si è attivato. Quel relitto era oro’”. Questo intervento, mai confermato né smentito, solleva molti interrogativi. “L’intervento del MI6, se confermato, sarebbe una violazione del terreno italiano. Imbarazzante per tutti”, ha scritto Carbone.
Media filo-russi suggeriscono un inside job, insinuando che Lynch sia stato eliminato dai suoi alleati per silenziare dossier scomodi. A sostegno, citano la morte di Stephen Chamberlain, socio di Lynch, investito a Cambridge due giorni prima del naufragio. In 48 ore, due figure chiave scompaiono. La disinformazione russa semina dubbi, ma il silenzio occidentale non aiuta a chiarire.
“Non solo perché a bordo vi erano uomini e segreti, ma perché intorno a quel relitto si sono mossi i servizi di due potenze antagoniste. L’FSB – se davvero è stato il mandante dell’affondamento – ha colpito con maestria chirurgica: un attacco che non lascia segni, un’azione che può sempre essere negata. L’MI6, dal canto suo, ha fatto quello che ogni agenzia fa quando uno dei suoi rischia di diventare un problema postumo: pulizia rapida, recupero silenzioso, nessun fascicolo. E in mezzo, l’Italia. A difendere i resti di una guerra che non è la sua, ma che si combatte nel suo mare”. Nessuna accusa ufficiale è stata mossa contro la Russia, poiché servirebbero prove concrete, rischiando un incidente diplomatico. Il coinvolgimento di FSB e MI6 – uno come possibile regista dell’attacco, l’altro come recuperatore – resta indimostrabile, ma non del tutto implausibile. Come spesso accade, la verità potrebbe rimanere nascosta dallo Stato e ‘riesumata’ molti anni dopo. Quando le acque si sono calmate.
Fonte: Darksideitalia.it
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