Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Limitare l'accesso alle sentenze dei processi per le stragi depositate negli archivi.
Era questo lo scopo di una circolare dell'Archivio di Stato.
La cosa era stata denunciata dal presidente uscente dell'associazione dei famigliari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Bolognesi, durante il suo intervento dello scorso due agosto.
La direttiva, nello specifico, era del 12 giugno 2024 e metteva un ostacolo a chi volesse mettere gli occhi e le mani sulle sentenze conservate presso gli archivi dello Stato.
La circolare, dopo una battaglia durata mesi, è stata ritirata lo scorso 5 agosto, dopo l’intervento della stessa premier Giorgia Meloni, arrivato lo stesso 2 agosto, dopo il lungo durissimo intervento di Bolognesi.
Tutto bene ciò che finisce bene. Grazie a tutti coloro che hanno appoggiato la sacrosanta battaglia per la verità e la giustizia dell’associazione dei famigliari delle vittime” ha detto Bolognesi.
Il direttore degli Archivi di Stato Angelo Tarasco, che fa capo al ministero della Cultura, ha infatti emanato una nuova circolare, che supera la precedente, e che sancisce che "l'interesse per la conoscibilità degli atti che hanno riguardato alcuni degli eventi più gravi per la vita del paese è riconosciuto come assolutamente preminente". La nuova circolare che "sostituisce e revoca la precedente" chiarisce infatti che "l'obiettivo dell'amministrazione è di promuovere la più ampia conoscibilità, accessibilità e diffusione delle sentenze e degli atti di procedimenti giudiziari" che si trovano all'archivio di Stato e che la disciplina di riservatezza non è applicabile agli atti che riguardano casi di terrorismo, stragi e altri fatti che "hanno scosso la coscienza civile del Paese". Soddisfatta la ministra Bernini che si era assunta l'impegno di risolvere la questione: "È un atto di responsabilità - ha detto - verso chi ha pagato il prezzo più alto di fronte all'odio e alla violenza. Il Governo continuerà a fare la propria parte con determinazione, affinché il percorso verso la piena verità sulle stragi che hanno ferito l'Italia non si interrompa e la memoria di quelle vittime sia onorata con verità e giustizia". Incidente chiuso, quindi, ma che non spegne le polemiche sulla strage alla stazione di Bologna che hanno caratterizzato gli ultimi giorni. "C'è una sentenza - ha commentato il presidente dell'Emilia-Romagna Michele de Pascale in un'intervista alla Stampa - che parla di strategia eversiva neofascista. Questo dibattito sarebbe stato cancellato in 5 minuti, se Meloni e il suo governo non avessero imbarazzo e fossero netti nel dissociarsi da quella stagione. Meloni in nessun modo può portare il peso, né morale né personale, di quelle vicende. Ma perché non tagliare completamente i ponti rispetto a pagine buie? Io penso che questo avvenga più per interessi di carattere elettorale che per credenze: c'è la paura che possa nascere un soggetto di destra estrema che possa mettere in difficoltà il governo". 
 
Foto © Paolo Bassani 

ARTICOLI CORRELATI

Presidente Meloni, basta ipocrisie. Si cerchi davvero la verità!
Di Giorgio Bongiovanni

Strage di Bologna: condanna a Bellini potrebbe aprire nuovi scenari sulle stragi di mafia

Strage di Bologna, Paolo Bolognesi: P2, servizi segreti e fascisti dietro l’eccidio

  

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos