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La risposta del Coordinamento nazionale Associazioni e familiari delle vittime di stragi e attentati

“Una cosa è il rispetto per le istituzioni, un’altra cosa è l’accettazione di riscritture interessate della storia, cosa che non siamo in alcun modo disposti a far passare. Condannare la strage di Bologna senza riconoscerne e condannarne la matrice fascista è come condannare il frutto di una pianta velenosa continuando a innaffiarne le radici”.
Queste le parole del Presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna Paolo Bolognesi, rivolgendosi al Governo e alla Presidente del Consiglio Meloni, nel suo ultimo intervento in occasione della commemorazione del 45° anniversario della strage. 
Parole che si propongono come parte di un unico discorso, in linea e complementari con quanto espresso dal Presidente Mattarella il quale ha detto che “quella di Bologna è stata una strage che ha impresso sulla identità dell’Italia un segno indelebile di disumanità da parte di una spietata strategia eversiva neofascista che mirava a colpire i valori costituzionali, le conquiste sociali e con essi la nostra stessa convivenza civile”.  
Inopportune e fuori luogo ci appaiono invece le dichiarazioni fatte dalla Ministra Bernini, presente in rappresentanza del Governo, la quale ha invece affermato che quello cui ha assistito non è stato un omaggio alle vittime ma “un comiziaccio politico che parlava della Presidente del Consiglio, del Presidente del Senato, del Ddl sicurezza e, ha aggiunto, “la mia domanda al Governo è: se questo accade mi autorizzate ad alzarmi e andarmene?”.
Con una nota il coordinamento nazionale delle associazioni e familiari delle vittime di stragi e attentati, interviene nel dibattito e si schiera apertamente accanto ai familiari delle vittime e ai superstiti dell’attentato alla Stazione di Bologna. "A loro siamo vicini - affermano - e le parole della Ministra Bernini ci offendono e offendono tutti gli italiani che in quel drammatico evento hanno visto un vero e proprio attacco allo Stato e alle istituzioni democratiche". 
E poi ancora: "Risultano essere irrispettose nei confronti del dolore dei familiari e dei superstiti oltre che della memoria delle vittime della strage di Bologna laddove si ritenga, come ha fatto la Ministra Bernini, che l’associazione dei familiari, nel rivivere, come  tutti gli anni, le scene di quella strage che aveva causato la morte di 85 persone e oltre 200 feriti tra cui molti bambini, abbiano voluto trasformare un momento di sofferto ricordo in un “comiziaccio politico”? 
Ribadirle poi in altra sede, il giorno successivo alla commemorazione, significa voler cercare di svilire e vanificare il lungo, travagliato lavoro che negli anni ha dato nome, cognome e colore politico ai responsabili di questa strage, grazie alla determinazione dell’associazione dei familiari che ha impedito che la verità, alla fine emersa, potesse essere nascosta da 45 anni di trame e depistaggi". 
Il coordinamento prosegue facendo memoria anche di quanto avvenuto il 4 agosto 1974: "Trame e depistaggi in tutto analoghi, quando non coincidenti, hanno accompagnato gran parte delle altre stragi e attentati che hanno attraversato l'intera storia repubblicana. Il 4 Agosto di 51 anni fa, l’attentato al treno Italicus che provocò la morte di dodici persone e quarantotto feriti.
Anche in quel caso la Corte di Cassazione ha attestato la matrice eversiva di stampo fascista che avrebbe voluto minare alla nostra democrazia. 


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Anche ai familiari delle vittime di quella strage va la nostra vicinanza e, come Coordinamento nazionale, questa rappresenta l’ulteriore conferma e occasione per  ribadire la nostra convinzione che su queste stragi e attentati si vorrebbe, in vario modo, far calare il sipario per poter chiudere qui la storia negando il passato e, in maniera sfacciata, riconoscere le sentenze definitive che fanno comodo, disconoscendo invece l’attendibilità di quelle che non sono utili e funzionali al progetto dell’oblio e anzi ne costituiscono intralcio. Ma le sentenze parlano chiaramente (anche  nel caso della strage di piazza della Loggia in via definitiva è stata riconosciuta la stessa matrice fascista) e la loro pubblicità ne consente la consultazione e la divulgazione, mirando a garantire la trasparenza della decisione del singolo caso e la prevedibilità delle applicazioni giuridiche in analoghi casi futuri".
E poi ancora ricorda: "La consultabilità e la divulgabilità delle sentenze sono anche fattori indefettibili per la ricerca storiografica, fondamentale in una società democratica.
Il processo di digitalizzazione proprio delle sentenze relative al processo di Bologna ha consentito di fare giustizia e affermare la verità dei fatti e, forse anche per questo motivo, le sentenze diventano oggi  il nuovo ostacolo da neutralizzare. 
Lo si sta tentando di fare con una circolare ministeriale (Circ. 35/2024 della Direzione Archivi generali del Ministero della cultura) che, ispirandosi al diritto alla privacy, vorrebbe condizionare la consultabilità di sentenze irrevocabili, sostenendo che esistono, in tal senso, limiti derivanti proprio dalla disciplina della riservatezza.
Quella circolare, atto privo di alcun rilievo normativo, nel tentare di mettere la sordina perfino alle sentenze e alla loro pubblicità sancita dalla legge, viola il principio di legalità e propone peraltro una spropositata interpretazione degli artt. 544, 545 e 546 del codice di procedura penale, ipotizzando irragionevolmente che sia pubblico e divulgabile solo il dispositivo delle sentenze in quanto letto in pubblica udienza e non anche la motivazione, senza rendersi conto che anche la motivazione della sentenza viene letta in pubblica udienza, ai sensi dell'art. 545 comma 2 del codice di procedura penale, salvo il caso che non sia possibile procedere alla sua redazione immediata, e che la motivazione e il dispositivo sono entrambe parti della sentenza, ai sensi dell'art. 546 comma 1 lett. e) e lett. f) del codice di procedura penale.
Come Coordinamento nazionale chiediamo che venga fatta chiarezza, rimuovendo immediatamente in quanto contraria alla legge la suddetta circolare, prima che qualcuno possa darvi attuazione, considerato che sono tanti i processi e le indagini ancora aperte su stragi e attentati e che, sentenze già emesse negli ultimi gradi di giudizio, ne hanno riconosciuto e messo in evidenza i punti di contatto, il filo che le unisce".

Coordinamento nazionale delle associazioni e familiari di vittime di stragi e attentati

FIRMATARI:

Paolo Bolognesi 
Presidente onorario dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna 

Salvatore Borsellino
Presidente Movimento Agende Rosse e fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio

Paolo Lambertini 
Presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna 

Sergio Amato 
Figlio del Giudice Mario Amato, ucciso dai NAR

Nunzia Agostino
Sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini

Flora Agostino
Sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini

Paola Caccia
Figlia del magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino dalla ‘ndrangheta

Giuseppa Catalano
Sorella dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio

Tommaso Catalano
Fratello dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio

Daniele Gabrielli
Vicepresidente Associazione tra i Familiari delle Vittime della strage di Via dei Georgofili.

Roberta Gatani
Nipote del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio

Luana Ilardo
Figlia di Luigi Ilardo, ucciso a Catania mentre stava per entrare nel programma di protezione per i collaboratori di Giustizia.

Angela Manca
Madre dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia

Gianluca Manca
Fratello dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia 

Rosaria Manzo
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage del Rapido 904

Manlio Milani
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza della Loggia

Brizio Montinaro
Fratello dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci

Donata Montinaro
Sorella dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci

Nino Morana
Nipote dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini

Stefano Mormile
Fratello dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta

Nunzia Mormile
Sorella dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta

Federico Sinicato
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza Fontana

Franco Sirotti
Fratello di Silver Sirotti, vittima della strage del Treno Italicus 

Foto © Imagoeconomica 

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