In via d'Amelio la prima mostra di un progetto che può essere itinerante
Sessantuno opere. Sessantuno opere per raccontare un pezzo di storia d'Italia, quello delle stragi che hanno segnato il Paese, condizionato democrazie e segnato profondamente le vite di tante famiglie. La pittura è quella di Gaetano Porcasi, da sempre impegnato in questo percorso artistico informativo nel mondo dell'antimafia.
In occasione del trentatreesimo anniversario della strage di via d'Amelio ha risposto positivamente alla proposta di Salvatore Borsellino di realizzare quello che è stato un vero e proprio percorso visivo che va oltre la fotografia e che è stato esposto in via d'Amelio dal 17 al 20 luglio.
"Per controbattere ai depistaggi istituzionali della Commissione parlamentare antimafia e di questo governo, che vorrebbe riscrivere la storia, ho voluto mettere insieme tutte le stragi che hanno insanguinato il Paese - ha detto nei giorni scorsi Salvatore Borsellino - Stragi che fanno parte di un unico percorso eversivo che ha attraversato la storia fino ad arrivare all'attuale sistema di potere che ci governa. Da Portella della Ginestra in poi, ognuna viene rappresentata attraverso un quadro con i nomi e l’eta delle vittime". 
Porcasi, con uno stile inconfondibile, ha da sempre realizzato dipinti di impegno civile.
Borsellino lo descrive come "il pittore della memoria e della resistenza civile".
Ed ha ragione. In questi giorni i tanti che si sono recati in via d'Amelio non hanno potuto non attraversare la mostra.
Un pannello dopo l'altro non si può essere indifferenti di fronte a quanto avvenuto nel corso della nostra storia e la spinta non è solo ad interrogarsi, ma a divenire parte attiva verso una nuova coscienza.
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Ora che la prima mostra è stata ultimata l'obiettivo è quello di farla divenire itinerante e magari diffonderla nelle scuole, accompagnata dalla nuova pubblicazione "Paolo Borsellino e l'Agenda Rossa - La scia di sangue delle stragi in Italia. Mafia, eversione nera, servizi deviati e poteri infedeli", curata da Salvatore Borsellino e che ha anche la postfazione di Saverio Lodato.
Parlando del pittore Porcasi, Borsellino scrive: "La sua arte non è solo bellezza: è denuncia, è memoria viva, è un atto d’amore verso chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia e la verità. Con ogni tela Porcasi racconta la nostra storia più dolorosa: stragi, depistaggi, silenzi. Ma lo fa con dignità e coraggio, restituendo volto e voce a chi non c’è più. Le sue opere non decorano: parlano. Educano. Resistono. Grazie, Gaetano, per questa preziosa testimonianza".
Fotogallery © Paolo Bassani
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