Con 27 arresti, questa mattina, i carabinieri di Roma hanno colpito gli "eredi" della Banda della Magliana. Tra gli indagati arrestati Marcello Colafigli il quale, nonostante in regime di semilibertà, gestiva la compravendita di grossi quantitativi di droga, con i broker spagnoli e colombiani. Era sempre lui che, dato il suo spessore per essere stato appartenente alla Banda della Magliana, manteneva i rapporti con la 'Ndrangheta, la Camorra, mafia foggiana e con albanesi inseriti in un cartello narcos sudamericano.
Marcello Colafigli è stato riconosciuto unitamente a Franco Giuseppucci, Enrico De Pedis, Maurizio Abbatino e Nicolino Selis, come uno dei promotori del gruppo criminale. Gravato da più ergastoli, è stato condannato, tra l'altro, per il sequestro e l'omicidio del Duca Massimo Grazioli Lante della Rovere (considerata l'azione con cui la Banda ha iniziato la propria attività criminale) e l'omicidio, come mandante, di Enrico De Pedis.
L'operazione scattata questa mattina ha visto i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Roma operare, su delega della Direzione distrettuale antimafia, nelle province di Roma, Napoli, Foggia e Viterbo. Sono 28 le misure cautelari eseguite di cui 11 arresti in carcere, 16 ai domiciliari e una dell'obbligo di firma.
I reati contestati sono a vario titolo: associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, tentata rapina in concorso, tentata estorsione in concorso, ricettazione e possesso illegale di armi, procurata inosservanza di pena e favoreggiamento personale.

Foto © Imagoeconomica

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