"Sulla strage di Capaci dopo ben 32 anni aleggia ancora una coltre di nebbia che nasconde la vera genesi di quell'attentato, i mandanti occulti, le mani invisibili che vi hanno preso parte. C'è chi come alcuni magistrati e alcuni giornalisti prova a fare piena luce, ma sono ancora forti le resistenze di chi vuole che quella nebbia rimanga fitta, di chi ancora oggi copre quei settori dello Stato che secondo diversi riscontri ebbero un ruolo di primo piano nella realizzazione degli attentati del '92-94 e nel depistaggio delle indagini". Lo affermano i rappresentanti del M5s nelle Commissioni Giustizia della Camera e del Senato e nella Commissione Antimafia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero de Raho, Francesco Castiello, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Michele Gubitosa, Ada Lopreiato, Luigi Nave e Roberto Scarpinato parlando di Giovanni Falcone come di un "gigantesco esempio" di contrasto al sistema mafioso. "Purtroppo - sottolineano - il contesto politico e istituzionale nel quale ci troviamo è il peggiore possibile per compiere questo lavoro di verità storica e di giustizia: gli attacchi a chi prova a compiere quello sforzo investigativo, cioè la magistratura, da parte della maggioranza parlamentare e di esponenti del governo sono sempre più sfacciati, inquietanti e destabilizzanti per le istituzioni. Gli interventi normativi del centrodestra smantellano uno dopo l'altro gli strumenti di contrasto al crimine organizzato del terzo millennio, quello che opera con la corruzione, con l'infiltrazione nell'apparato pubblico, piegando la politica agli interessi dei comitati d'affari o inglobandola in essi". "In questo quadro, il ricordo di Falcone da parte di chi oggi tradisce il suo esempio è paragonabile al comportamento di chi lo denigrava da vivo per poi piangerlo da morto - sottolineano i parlamentari M5s - Invece Giovanni Falcone va ricordato come un gigantesco esempio di contrasto al sistema mafioso compenetrato con la criminalità del potere". "Mafia popolare, colletti bianchi e 'menti raffinatissime' alleati per fermare un uomo dello Stato che, dopo avere processato capi e componenti della mafia militare, dopo avere arrestato uomini potenti considerati intoccabili, come i cugini Salvo, tento' di alzare il velo dei moventi politici che si celavano dietro i delitti eccellenti di Mattarella e La Torre - concludono - Un esempio di coraggio innovativo e visionario, incrollabile ed educativo per un intero paese. Oggi il nostro pensiero va a lui, a Francesca Morvillo, a Rocco Dicillo, ad Antonio Montinaro e a Vito Schifani".

Foto © Shobha

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