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morosini-piergiorgiodi AMDuemila - 25 gennaio 2013
Tre testimoni verranno ascoltati dal gup Piergiorgio Morosini prima di prendere la decisione finale per gli imputati nel procedimento sulla trattativa Stato-mafia. Ci sono degli aspetti ancora poco chiari, e per questo il prossimo1 febbraio verrà sentito nell'aula bunker di Rebibbia il pentito Giovanni Brusca, uno degli imputati. Nello stesso giorno testimonierà il dichiarante Paolo Bellini, ex mercante d'arte ed ex esponente di Avanguardia nazionale.

Bellini è stato chiamato in causa, seppur marginalmente, in diversi “misteri d'Italia” come la strage alla stazione di Bologna dell'agosto 1980. E' entrato poi in contatto con la famiglia di San Giuseppe Jato e con lo stesso Giovanni Brusca, che lo definisce l'”ispiratore” della strategia usata nelle stragi del '93 finalizzata al danneggiamento dei monumenti. Su questo aspetto Bellini ha sempre negato, anche se ha ammesso di aver preso parte a una prima trattativa precedente a quella del processo, probabilmente insieme a Brusca e a Totò Riina, mirata alla restituzione di alcune opere d'arte rubate.
Il 12 febbraio verrà invece ascoltato a Palermo l'ex capo della Polizia Gianni de Gennaro, oggi sottosegretario alla presidenza del consiglio.
Per Calogero Mannino invece, si procederà dietro sua richiesta al rito abbreviato, che comincerà il prossimo 20 di marzo. L'ex ministro siciliano, accusato di attentato a corpo politico dello Stato, doveva essere infatti processato insieme agli altri rappresentanti delle istituzioni e al gotha di Cosa nostra.
Dopo la concessione del processo abbreviato a Mannino e il rinvio al 29 gennaio dell'udienza per discutere sulla “capacità di stare in giudizio” di Bernardo Provenzano, gli imputati sono diventati dieci: gli ex ufficiali del Ros Mori, Subranni e De Donno, il senatore Dell'Utri, il pentito Brusca e i boss Riina, Bagarella e Antonino Cinà, tutti accusati di violenza a corpo politico dello Stato. L'ex ministro dell'interno Nicola Mancino è accusato di falsa testimonianza e considerato, a seguito delle dichiarazioni di Brusca, uno dei principali personaggi coinvolti nella trattativa con la cupola di Cosa nostra dei primi anni '90. Massimo Ciancimino è invece accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e di calunnia ai danni di Gianni De Gennaro.
Nel corso dell'udienza di ieri la Procura ha depositato nuovi atti da acquisire nel fascicolo processuale, come i vecchi verbali di Mannino e il generale del Ros Antonio Subranni, risalenti al '94 e al '95, sull'inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa a carico dell'ex ministro, poi assolto. Acquisita anche l'agenda di Bruno Contrada (ex numero due del Sisde e condannato per concorso esterno in associazione mafiosa) contenente le annotazioni dei suoi incontri con Mannino nell'estate del '92, e le rivendicazioni della Falange Armata, prima e dopo l’omicidio del maresciallo Giuliano Guazzelli.

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