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amato-niccolo-webdi Giovanna Maggiani Chelli - 9 febbraio 2012
Come al solito siamo sfortunati!
Noi non abbiamo avuto il piacere di ascoltare Nicolò Amato, direttore del DAP al tempo del massacro dei nostri figli, raccontarci la sua sulla gestione del 41 bis all’epoca dei fatti.



Infatti durante il processo Tagliavia, Nicolò Amato ha inviato un certificato medico il giorno in cui dovevamo ascoltarlo in aula a Firenze, ha invocato una grave malattia e  la Corte di Firenze ha deciso di non ascoltarlo più.
Ieri Nicolò Amato a sorpresa ha rilasciato una interessante e alquanto inquietante intervista ad un organo di informazione che l’ha lanciata su You Tube.
Siamo costernati e gravemente provati davanti a uomini dello Stato che scappano davanti alle proprie responsabilità mentre diventano loquaci quando si tratta di fare le star.
L’ex direttore del Dap Nicolò Amato doveva venire in aula a Firenze a raccontarla a noi la sua verità, perché siamo noi le vittime degli errori dello Stato che Nicolò Amato ha servito al tempo in cui i nostri figli sono stato massacrati. Altrimenti doveva tacere perché siamo stufi di servire da carne da macello anche da parte di chi deve levarsi i sassolini dalle scarpe.
Quando si tratta di cose gravi come la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, ci sono i Tribunali per parlare, le aule di giustizia per deporre, non i microfoni al vento.


A completamento del nostro comunicato precedente di eguale tenore, chiediamo a Nicolò Amato ex direttore del DAP ai tempi del massacro dei nostri figli e con lui a quanti servitori dello Stato non hanno potuto essere sentiti nel processo Tagliavia per le stragi del 1993, di presentarsi in giudizio di appello al processo Tagliavia davanti alla corte di Assise di Appello di Firenze.
Abbiano finalmente il coraggio di venire in un processo per STRAGE, basta con i teatrini e davanti a Corti giudiziarie che giudicano per una “trattativa” che negheranno sempre anche davanti a Dio.
Vediamo come potranno giurare sul codice penale i servitori dello Stato del 1993, di essere certi che tutto è stato fatto affinchè i nostri figli non fossero massacrati e bruciati vivi e come mai invece siamo andati a riconoscerli dentro gli obitori degli ospedali visto che loro avevano operato così al meglio.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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