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strage-via-dameliodi AMDuemila - 6 gennaio 2012
Ci sarebbe un nuovo indagato per la strage di via D’Amelio da parte della Procura di Caltanissetta. Si tratterebbe di Maurizio Costa, un meccanico del quartiere palermitano dello Sperone, attualmente un lavoratore socialmente utile del Comune, con alle spalle una condanna per mafia e droga. In base alla dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, raccolte dai magistrati della procura di Caltanissetta, avrebbe sistemato le ganasce della Fiat 126 trasformata nell’autobomba fatta esplodere per uccide Paolo Borsellino.

Secondo quanto riferito dall'edizione palermitana di Repubblica Spatuzza, che ha contribuito a ricostruire un nuovo quadro di responsabilità per l’eccidio, aprendo la strada alla revisione del processo, l’uomo non sarebbe stato al corrente riguardo a cosa dovesse servire l’auto, ma era comunque "a disposizione del clan di Brancaccio per sistemare le auto rubate".

Il nome di Costa emerge quindi agli atti che la Procura generale di Caltanissetta ha inviato alla Corte d´appello di Catania, per supportare la richiesta di revisione del processo. In quegli stessi atti sono citati anche i nomi dei nuovi indagati per la strage di via d´Amelio: il boss Antonino Mangano, uno dei principali collaboratori dei fratelli Graviano, che coordinarono la preparazione e l´esecuzione della strage; e Vittorio Tutino, il mafioso di Brancaccio che aiutò Spatuzza a rubare la 126.
Indagati per concorso in strage anche Giovanni Scardamaglia (indicato già in passato dai pentiti come «vicino» ai boss di Brancaccio) e sua moglie Giuseppa Chiappara, proprietari del garage di via Ciprì, a Brancaccio, dove fu nascosta la 126 subito dopo il furto.
Naturalmente, risulta indagato pure Gaspare Spatuzza, che con le sue dichiarazioni ha fatto luce sul drammatico depistaggio offerto da Vincenzo Scarantino indagato con Salvatore Candura per concorso in calunnia. Infine i magistrati stanno anche ricostruendo la posizione di un altro fedelissimo dei Graviano, Salvatore Vitale, l´ex gestore del maneggio "Palermitana equitazione salto ostacoli", già condannato per il sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo. Secondo Spatuzza, sarebbe lui la talpa della mafia nel palazzo di via d´Amelio.

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