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Uniti si è più forti. E' così che cittadini, associazioni, scuole, sindacati, commercianti e gruppi di volontariato che vivono e operano nel quartiere di Fuorigrotta, area occidentale di Napoli, hanno deciso di mettersi insieme, di fare rete contro la Camorra dando vita ad un Comitato di liberazione dalla Camorra Area Ovest di Napoli. 
Cuore del Comitato sono don Fabio De Luca, parroco della chiesa di San Vitale ed ex cappellano del carcere minorile di Nisida, e don Pasquale Di Giglio, parroco della chiesa del Buon Pastore. Con loro il senatore Sandro Ruotolo
Presidente del Comitato è Nicola Barbato, il sovrintendente di polizia che nel settembre 2015 rimase ferito nel corso di un'operazione antiracket proprio a Fuorigrotta. Il Comitato nasce a seguito dell'escalation di violenza che si registra nel quartiere da mesi e per il peggioramento ambientale, educativo e sociale della zona da cui scaturisce "una percezione di pericolo imminente". 
I promotori denunciano come "inaccettabile il condizionamento quotidiano che il clima di insicurezza provoca sulla vita delle persone". 


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Il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese © Imagoeconomica


La prima iniziativa del Comitato si svolgerà nel mese di settembre e dall'autunno i suoi componenti inizieranno un tour nelle scuole per portare le testimonianze e provare "ad abbattere l'indifferenza" partendo dai ragazzi. La nascita del Comitato, che ha avuto il plauso del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, vede il favore anche del senatore Sandro Ruotolo, intervenuto alla presentazione del Comitato. 
"C'è un'emergenza e addirittura Bankitalia ha posto la questione criminale come emergenza in vista delle risorse che arriveranno con il Pnrr. E, dunque, davanti a un'emergenza bisogna fare rete, mettersi insieme e interloquire con le istituzioni - ha detto - E' necessario dare risposte concrete ai cittadini e al loro bisogno di sicurezza. Non possiamo pretendere un poliziotto in ogni stradina di Napoli ma possiamo pretendere un lavoro di squadra". Una battaglia quella contro la Camorra che - ha sottolineato Ruotolo - "non può non essere legata al tema del lavoro perché se non liberiamo il territorio dalla Camorra non potremo mai avere sviluppo".

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