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Il boss ha già reso due interrogatori ai pm della Dda di Napoli

Walter Schiavone, figlio secondogenito del capo del clan dei Casalesi, Francesco "Sandokan" Schiavone, ha iniziato a collaborare con la giustizia, in particolare con la Dda di Napoli, a cui avrebbe reso già due interrogatori. La circostanza è emersa ieri al tribunale di Napoli nel corso dell'udienza preliminare dell'indagine anticamorra relativa al controllo da parte del clan del business della distribuzione di prodotti caseari, come la mozzarella di bufala, nel Casertano; un'inchiesta per la quale Walter Schiavone fu arrestato nel giugno di quest'anno. Il pentimento del figlio di Sandokan potrebbe avere un impatto imprevedebile nella realtà mafiosa. I caselesi, infatti, sono storici alleati di Cosa nostra palermitana, nonché detti anche "corleonesi" della Camorra, e la collaborazione con la giustizia del boss potrebbe essere segno della chiusura di un cerchio e che in Campania a comandare è un'altra famiglia probabilmente in combutta con la 'Ndrangheta e Matteo Messina Denaro.
Ad ogni modo, il rampollo del boss, già prima di iniziare a collaborare, era entrato nel programma di protezione per via del pentimento del fratello Nicola, primogenito di Sandokan, cambiando avvocato (oggi è difeso da Domenico Esposito). Secondo la Dda di Napoli, dopo l'arresto di Nicola nel 2010, il clan sarebbe stato gestito proprio da Walter, che in alcuni processi precedenti alla collaborazione, aveva già ammesso di aver fatto parte del clan, sebbene negli anni 2013 e 2014.

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