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Tra gli arrestati anche due agenti della Polizia Municipale e il presidente associazione commercianti Melito

Alle prima luci dell'alba il comando provinciale della guardia di finanza e la questura di Napoli, coordinati dalla Direzione distrettuale Antimafia, hanno eseguito tra le province di Napoli e Caserta un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 31 persone (tra cui Liguori, Murolo, Rosselli e Tortora), 22 sono in carcere mentre i restanti 9 agli arresti domiciliari. Ai soggetti sono stati contestati a vario titolo i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, traffico di stupefacenti e di aver fatto parte o favorito il clan camorristico Amato-Pagano - nato dalla scissione del clan Di Lauro - e che negli anni sarebbe riuscito a mantenere l'egemonia nell'area nord di Napoli, più precisamente nei comuni di di Melito, Mugnano e Arzano.
Sono state anche sequestrate tra Campania, Molise ed Emilia-Romagna, 18 aziende, 5 delle quali operanti nel settore delle onoranze funebri, 12 tra fabbricati e terreni, 34 autoveicoli, denaro su oltre 300 rapporti finanziari per un controvalore di circa 25milioni di euro.
Le indagini eseguite dalla squadra mobile di Napoli hanno consentito di ricostruire la struttura dell'organizzazione criminale al cui vertice ci sarebbe Marco Liguori (gravemente indiziato di gestire tutte le attività illecite del clan, con particolare riguardo al traffico e alla vendita dello stupefacente) spalleggiato da storici esponenti di spicco come Fortunato Murolo - indicato come suo probabile successore alla guida del clan - Salvatore Roselli e Raffaele Tortora.
Secondo gli investigatori il gruppo criminale sarebbe riuscito a gestire una complessa filiera di narcotraffico attraverso il controllo di diverse piazze di spaccio.
Gli inquirenti, basandosi sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, sono riusciti a stabilire che Marco Liguori sarebbe stato l'unico a poter prendere decisioni in merito a tutti gli affari illeciti degli Amato-Pagano e a delegare compiti di gestione e incarichi operativi ad affiliati di sua fiducia.
L'operazione ha coinvolto anche membri delle forze dell'ordine e dell'amministrazione pubblica.
Infatti, secondo le risultanze investigative, due agenti della Polizia Municipale sarebbero stati al servizio della cosca Amato Pagano con il compito di controllare il territorio di Melito di Napoli andando nei negozi e nei cantieri edili contestando delle irregolarità amministrative alle quali poi non seguiva alcuna verbalizzazione. Dopodiché i vigili infedeli 'suggerivano' alle vittime di rivolgersi ai rappresentanti del clan per evitare conseguenze aumentando così il numero delle vittime soggette a estorsione.
Sempre nel corso dell'operazione è stato arrestato anche il presidente della Aicast di Melito di Napoli (associazione Industria, Commercio, Artigianato, Servizi e Turismo della Provincia di Napoli) Antonio Papa, 59 anni (messo in carcere) poiché secondo gli investigatori attraverso il suo ruolo favoriva il clan attraverso i rapporti con commercianti e imprenditori. Inoltre si è disposto il sequestro anche della rispettiva sede poiché considerata dagli inquirenti il quartier generale di gran parte dei membri del clan, i quali tenevano all'interno della sede riunioni, incontri con le vittime di estorsioni e pianificavano le strategie.

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