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dia c ansaFavoriva clan casertano dei Belforte: sigilli a beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie
di AMDuemila
La Dia di Napoli ha sequestrato beni mobili, immobili, e disponibilità finanziarie nei confronti di Angelo Pontillo, 56enne originario di Capodrise (CE) ed imprenditore nel settore della produzione e del trasporto di calcestruzzo. Il sequestro fa parte delle attività di aggressione patrimoniale nei confronti degli affiliati ai clan camorristici, in particolare dei Belforte di Marcianise (CE).
Pontillo, condannato nel 2016 a 12 anni e 8 mesi, era stato arrestato nel dicembre 2012 in quanto ritenuto responsabile, insieme ad altri, di aver ideato e gestito un’attività usuraria fin dalla metà degli anni ’90 ai danni degli imprenditori del casertano. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ed eseguite dai Carabinieri di Caserta, hanno svelato l’esistenza di un vasto giro di prestiti usurai, con tassi d’interesse tra il 7% ed il 10% al mese.
Nel 2014 nei suoi confronti è scattato un provvedimento cautelare in carcere: Pontillo è considerato, con altre 15 persone, responsabile di aver supportato stabilmente le attività illecite del clan “Belforte”. E’ dell’anno successivo, invece, il sequestro preventivo per essere stato gravemente indiziato di usura continuata aggravata.
La condanna per l’imprenditore è stata emessa anche sulla base delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia - suffragate da riscontri investigativi - che hanno consentito di ricostruire le attività del gruppo criminale, indicando i soggetti ed i rispettivi ruoli. Secondo i pentiti Pontillo, attraverso l’impresa “CO.CEM. S.r.l.”, produttrice di calcestruzzo, favoriva (ed era favorito rispetto alla concorrenza) gli appartenenti al clan “Belforte”. L’imprenditore segnalava loro i cantieri aperti sul territorio e ritirava poi le somme estorte (anche sovrafatturando gli importi dovuti, “gonfiando” i costi rispetto alle forniture per consentire la creazione di “fondi neri” destinati al pagamento delle estorsioni), provvedendo anche ad organizzare incontri tra i Belforte e gli imprenditori estorti. Nel tempo, hanno riscontrato le indagini, “il sistema” criminale ideato da Pontillo e dai suoi sodali - definiti anche “spie del pizzo” - era così collaudato che gli imprenditori che avviavano nuove attività si rivolgevano “spontaneamente” ai fornitori di calcestruzzo contigui al clan, affinché gli indicassero i referenti dell’organizzazione che dovevano contattare per “mettersi a posto”. I beni sequestrati questa mattina consistono in 37 immobili nei comuni di Capodrise, Casapulla, Caserta, Dragoni, Maddaloni e Orta di Atella; quote di partecipazione a 2 imprese di Caserta operanti nel settore immobiliare; 7 rapporti finanziari.

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