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Dall’aggressione a un ristorante emerge un gruppo attivo anche in Spagna per finanziare armi e clan 

Sarebbero una decina i colpi messi a segno da Patrizio Bosti junior, appartenente a una famiglia storicamente legata al clan Contini, per finanziare l’acquisto di armi e altre attività illecite. Secondo gli investigatori, che stanno esaminando anche ulteriori rapine, scippi e truffe, Bosti junior era a capo di una vera e propria gang criminale, con base logistica nella zona dei “Porticati” di San Giovanniello, area popolare di Napoli compresa tra Poggioreale e i quartieri dell’Arenaccia.
L’indagine è nata da un episodio preciso: la brutale aggressione del 15 maggio 2022 al ristorante “Cala la Pasta”, in via dei Tribunali. Un attacco particolarmente violento contro alcuni clienti e i proprietari del locale. Seguendo quella pista, la Squadra Mobile di Napoli è riuscita non solo a identificare la gang e la sua base logistica, ma anche a individuare armi, droga e indumenti utilizzati per coprire l’identità durante i colpi. 
Secondo gli inquirenti, il gruppo non si limitava a operare a Napoli. Avrebbe messo a segno rapine, scippi e truffe - soprattutto ai danni di anziani - anche in altre zone d’Italia e perfino in Spagna. I proventi, oltre a essere destinati all’acquisto di armi, servivano anche a sostenere economicamente gli affiliati detenuti. Una dinamica tipica della criminalità organizzata, in particolare della Camorra.
Le accuse sono pesanti: associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, rapina, truffa, furto, lesioni, minacce e detenzione illegale di armi. Tutti reati aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di favorire il clan Contini, parte dell’Alleanza di Secondigliano insieme ai clan Mallardo e Licciardi.
L’operazione si è conclusa con nove misure cautelari: sei arresti e tre divieti di dimora in Campania.

Fonte: La Repubblica

Foto © Imagoeconomica 

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