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Una conversazione di gruppo su WhatsApp ha coinvolto per almeno un anno Andrea Delmastro, ex sottosegretario alla giustizia, insieme ad altri esponenti politici piemontesi e Mauro Caroccia, condannato in via definitiva il 19 febbraio 2026 con l’aggravante mafiosa per aver agito come prestanome del clan Senese. Al posto della figlia Miriam Caroccia, formalmente intestataria del 50% delle quote della società “Le 5 Forchette srl” costituita a Biella il 16 dicembre 2024, nel gruppo era presente proprio il padre Mauro.
A riferirlo ieri mattina agli investigatori della Guardia di Finanza è stata Barbara Tritoni, moglie di Mauro Caroccia, ascoltata nella qualità di persona informata sui fatti e assistita dall’avvocato Fabrizio Gallo. Secondo quanto raccontato dalla donna, la chat serviva “alla gestione attiva del ristorante (Bisteccheria d’Italia, ndr), alle decisioni sulle forniture e al resto della vita imprenditoriale”.
Barbara Tritoni ha inoltre spiegato che il telefono su cui era custodita la chat è stato sequestrato martedì scorso a casa sua a Marino, dove lo teneva “per mantenere i contatti con clienti e fornitori”.
Nel corso dell’audizione ha confidato inoltre di aver tentato di contattare l’ex sottosegretario dopo che la vicenda era stata resa pubblica dal Fatto, senza però ricevere alcuna risposta. La donna ha confermato di avergli inviato un messaggio il cui senso era: “Ci dispiace averti trascinato in questo caos e soprattutto aver fatto in modo che accostassero il tuo nome a quello dei Senese, specie perché tu sei stato l’unico a tenderci la mano in un momento di difficoltà”.
Durante l’interrogatorio, Barbara Tritoni ha descritto il ruolo di Andrea Delmastro con toni molto positivi: “Delmastro è stata la nostra salvezza”, “una manna dal cielo che ci ha fatto uscire dal baratro in cui eravamo finiti”.
La Procura di Roma, al momento, indaga per riciclaggio e intestazione fittizia di beni soltanto nei confronti di Mauro e Miriam Caroccia. Secondo l’ipotesi accusatoria, i due avrebbero “trasferito e reinvestito, anche in fase di avviamento” nell’impresa “proventi delle attività illecite” del clan Senese.
La circostanza della chat di gruppo assume particolare rilevanza sul piano politico perché smentisce, almeno in parte, le iniziali dichiarazioni di Andrea Delmastro e degli altri esponenti piemontesi coinvolti – tra cui l’ex vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino e i politici biellesi di FdI Cristiano Franceschini e Davide Zappalà, oltre all’imprenditrice Donatella Pelle – i quali avevano escluso una conoscenza diretta con Mauro Caroccia. L’ex sottosegretario, in particolare, aveva sempre sostenuto di non essere a conoscenza dei precedenti giudiziari di Caroccia.

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