I magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Roma hanno ordinato il sequestro del telefono cellulare di Mauro Caroccia, attualmente detenuto nel carcere di Viterbo dove sta scontando una condanna definitiva a quattro anni per reati di stampo mafioso. L’uomo risulta indagato insieme alla figlia diciannovenne Miriam per i reati di riciclaggio e intestazione fittizia di beni, nell’ambito dell’inchiesta che riguarda la società ‘Le 5 Forchette’, di cui l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro era stato azionista prima di cedere le quote.
L’obiettivo principale delle verifiche disposte dai pm è passare al vaglio il contenuto del dispositivo, con particolare attenzione alle chat e ai messaggi che riguardano la costituzione della Srl, risalente al dicembre 2024, e la successiva gestione del ristorante ‘Bisteccheria d’Italia’.
Secondo quanto contestato dall’accusa, i Caroccia avrebbero “trasferito e reinvestito” nella società “proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese”. Sul fronte dell’attività investigativa, domani gli inquirenti procederanno all’audizione della moglie di Caroccia, assistita dall’avvocato Fabrizio Gallo. Nel corso del proprio interrogatorio, svolto il primo aprile scorso presso gli uffici di piazzale Clodio, lo stesso Caroccia aveva riferito che la consorte era presente insieme alla figlia il 16 dicembre 2024 nello studio notarile di Biella, in occasione della costituzione della società finita ora sotto i riflettori dell’antimafia.
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