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Arrestato il killer di Emanuele Durante. Gratteri: Camorra va al passo coi tempi grazie alla tecnologia e al ricambio generazionale 

I carabinieri del Nucleo investigativo e la Squadra mobile di Napoli hanno eseguito quattro misure di custodia cautelare emesse dal gip partenopeo nei confronti complessivamente di 71 indagati in una inchiesta svolta contro due famiglie di Camorra, i Mazzarella e l'Alleanza di Secondigliano, attivi in città e nella provincia di Napoli. Le indagini si sono concentrate soprattutto in alcuni quartieri 'caldi' del capoluogo campano, ricostruendo la mappa della divisione del territorio cittadino tra cosche che si dividono e contendono Forcella, Duchesca, Maddalena, Sanità, Vasto-Arenaccia, Borgo Sant'Antonio Abate, Poggioreale, Rione Amicizia e San Giovanniello, consentendo l'acquisizione di gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli attuali vertici dei clanMazzarella, Contini e Savarese-Pirozzi nonché dei reggenti delle rispettive zona, tutti i destinatari di misure cautelari. Gli investigatori hanno ricostruito il controllo dei rioni cittadini attraverso il prestito stabile di affiliati, l'uso di armi da fuoco, l'enorme capacita' offensiva nell'attuare rivalse armate nei confronti dei rivali, la diffusa disponibilità di armi, la salvaguardia dei rapporti di alleanza e mutua assistenza con altre organizzazioni, la strategia di difesa dalle azioni investigative, la gestione delle estorsioni ai danni di commercianti e operatori economici, il controllo di piazze di spaccio, nonché la gestione contabile dei proventi economici per pagare gli stipendi agli affiliati e di mantenere i detenuti e i loro parenti. Una delle quattro ordinanze inoltre completa la ricostruzione di un omicidio, quello di Emanuele Durante, vittima di un agguato il 15 marzo dell'anno scorso perché era ritenuto responsabile della morte di Emanuele Tufano (15 anni) ucciso nel corso di un conflitto armato il 24 ottobre 2024 nell'ambito di una faida tra i gruppi del quartiere della Sanità e di piazza Mercato, intenzionati ad acquisire un potere in diversi territori. Per questo omicidio, un'altra e precedente misura cautelare era stata eseguita nei confronti del mandante e dell'altro killer. Per alcuni indagati, il gip ha disposto il sequestro preventivo di conti correnti, immobili e società commerciali con sede anche in altre regioni. 

Gratteri, figli e nipoti prendono il posto dei capi

L’esito de blitz di questa mattina è stato commentato dal procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri durante la conferenza stampa. “Questa notte abbiamo eseguito con polizia e carabinieri 71 ordinanze di custodia cautelare per associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsioni, riciclaggio e anche utilizzo di cripto valute”.
"Sono state interessate le famiglie ‘storiche’ della Camorra del clan Secondigliano e dei Mazzarella. Da questa operazione è emerso che i clan si rigenerano, con i figli, i nipoti che prendono il posto dei capi nel mentre sono al 41 bis e all'alta sicurezza", spiega il procuratore. Gratteri ha parlato di "una Camorra che sta al passo con i tempi, con la tecnologia, che è abbastanza avanti rispetto ad altre anche nell'utilizzo delle criptovalute e nell'utilizzo del dark web. Quindi una mafia contemporanea".  

Arrestato il killer di Emanuele Durante

Tra gli arresti, ha sottolineato il procuratore, “c’è l'esecutore materiale dell'omicidio di Emanuele Durante ucciso il 15 marzo 2025”. Si tratta di Vincenzo Brandi, 31 anni. Per gli inquirenti l'altro sicario del raid per vendicare Tufano, minorenne ucciso la notte del 24 ottobre di 2024 durante un conflitto a fuoco tra gruppi di ragazzi legati alla criminalità organizzata dei quartieri Sanità e Mercato, scontro armato nel quale era coinvolto anche Emanuele Durante, il bersaglio di Brandi. Per questo episodio nella lotta tra clan che coinvolge giovanissimi, sono già stati indagati il boss Salvatore Pellecchia, cugino di Emanuele Tufano, considerato degli inquirenti il mandante e l'organizzatore del raid, e Alexander Babalyan, il killer, che agì insieme a Vincenzo Brandi, cognato di Tufano. L'indagine mostra come sia stato proprio Brandi a individuare alle 17.32 di quel pomeriggio del 15 marzo di un anno fa la Smart Mercedes di Emanuele Durante parcheggiata in via salita Capodimonte, vicino all'abitazione della fidanzata del ragazzo. Da quella segnalazione partì l'organizzazione dell'agguato, con un sopralluogo nei pressi dell'auto di tutti e tre (Pellecchia, Babalyan e Brandi) e poi l'azione, monitorando gli spostamenti di Durante, probabilmente anche con l’aiuto di altri complici, a bordo di un ciclomotore con la targa nascosta da pellicola trasparente. Per il gip Federica Colucci, che ha firmato la misura cautelare, l’agguato è avvenuto per motivi abbietti, una vendetta con la volonta' di ristabilire il prestigio criminale del clan Sequino nel quartiere sanità; con premeditazione, essendo trascorso un apprezzabile intervallo di tempo tra l'ideazione e l'attuazione e con una accurata divisione di ruoli; e anche agendo avvalendosi dalle condizioni previste dal 416 bis, volendo imporre in modo plateale in una zona centrale e intensamente abitata un clima di intimidazione e omertà”.

FonteAgi  

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