Il magistrato sulla mancanza di risorse per i processi: “La coperta è corta”, servono uomini, mezzi e tecnologie adeguate
“Non ci sono terre di nessuno, ma bisogna ribellarsi al crimine e avere fiducia nelle forze dell’ordine”. È con questo messaggio che il procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha commentato il blitz anticamorra scattato all’alba a Scampia, un’operazione che ha portato all’arresto di 15 persone ritenute legate al gruppo Raia, articolazione del clan di Camorra Amato-Pagano.
L’operazione, condotta da polizia e carabinieri e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha colpito un gruppo ritenuto radicato nel quartiere, accusato di associazione mafiosa e traffico di droga. Secondo gli inquirenti, il clan aveva infatti consolidato il proprio potere con la gestione delle piazze di spaccio, anche e soprattutto attraverso la violenza sistematica. Non erano escluse dal controllo criminale anche la gestione degli alloggi popolari, utilizzati come ulteriore forma di controllo territoriale.
Dalle indagini è emerso inoltre come alcune delle indicazioni operative da attuare sul territorio provenissero dal carcere, mentre i proventi che finivano nella cassa comune venivano poi utilizzati per sostenere gli affiliati e i detenuti.
Tornando al procuratore Gratteri, il magistrato ha voluto precisare che l’operazione, nel suo insieme, dimostra che “non esistono zone franche” in Campania e che il lavoro congiunto di magistratura e forze dell’ordine continua a produrre risultati. A questo, Gratteri ha voluto aggiungere anche che la risposta giudiziaria non può rappresentare l’unico argine alla criminalità: serve, infatti, anche una reazione condivisa da parte della comunità contro la Camorra e ogni forma di violenza diffusa.
Dichiarazioni, quelle del capo della procura partenopea, che arrivano in un momento segnato anche da un clima di forte tensione sociale e poche ore dopo il femminicidio avvenuto a Ponticelli, la 22enne Ylenia Musella. Senza entrare nel merito delle indagini, Gratteri ha ricordato come la provincia di Napoli sia “effervescente nel bene e nel male”: una città di cultura e vitalità, ma anche un territorio dove persistono episodi di violenza, spesso legati a motivi futili. Due realtà che convivono e che, secondo il magistrato, devono essere affrontate senza semplificazioni.
Per quanto riguarda invece la giustizia e la sicurezza, il procuratore, con un linguaggio semplice, pragmatico e al quale siamo abituati, ha sottolineato che ormai “la coperta è corta”. Lo ha fatto per precisare quanto sia fondamentale integrare uomini, mezzi e tecnologie adeguate. Soprattutto per rendere i processi più rapidi, anche attraverso interventi normativi in grado di farlo. Un tema che si collega bene con la riforma costituzionale della magistratura promossa dal governo Meloni. Un tema verso il quale Gratteri ha espresso ancora una volta il suo scetticismo, precisando anche che questa riforma non inciderà in alcun modo sui tempi della giustizia né sulla tutela concreta dei cittadini.
Foto © Davide de Bari
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