Dalle indagini è emerso che l’agente avrebbe passato informazioni sensibili in cambio di mazzette e regali di lusso
È stato condannato a 16 anni di carcere Gianpaolo Chietti, l’agente della Polizia di Stato che, secondo i giudici del Tribunale di primo grado di Napoli, avrebbe fornito ai clan Mazzarella, Formicola e Cuccaro informazioni riservate sulle indagini condotte nei loro confronti. Chietti, che ha lavorato per oltre vent’anni nel commissariato di San Giovanni Barra, è stato ritenuto colpevole dei reati di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. Secondo i giudici partenopei, la collaborazione dell’agente con i clan sarebbe stata profonda e sistematica. Il poliziotto avrebbe infatti passato notizie sensibili relative alle operazioni di polizia contro le famiglie di Camorra, anticipando perquisizioni, sequestri o persino inscenando finte operazioni antidroga. In cambio, avrebbe ricevuto denaro e regali di lusso, come orologi Rolex.
Stando alla ricostruzione accusatoria, Chietti, 56 anni, avrebbe collaborato con la Camorra per anni, fino a un graduale allentamento dei rapporti: i favori al clan Cuccaro si sarebbero interrotti nel 2011, mentre quelli ai Formicola e ai Mazzarella nel 2014. Le accuse sono state rafforzate anche dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, tra cui quelle di Vincenzo Battaglia, rese nel 2012 all’inizio della sua collaborazione con la magistratura.
Durante il processo, Chietti si è sempre dichiarato innocente. La difesa ha annunciato ricorso in appello, sostenendo che le accuse si fondano su testimonianze contraddittorie e prive di riscontri oggettivi. Il tribunale ha disposto anche un risarcimento al Ministero dell’Interno, costituitosi parte civile nel processo, ma l’ammontare sarà stabilito in un procedimento separato.
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