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Le possibili connessioni tra le parole di un pentito e una nota degli investigatori su un attentato al giudice Salvadori

Dopo che il pentito di ‘Ndrangheta Andrea Mantella ha deciso di collaborare con la giustizia, molti segreti che riguardano l'organizzazione criminale sono stati svelati. Tra questi, oltre alle attività perpetrate a Vibo Valentia, sono emersi anche i dettagli che descrivono la presenza della ‘Ndrangheta nel nord Italia, in particolare nel Piemonte e nella Lombardia. Il 29 dicembre 2020, Mantella ha raccontato del suo incontro avvenuto circa otto anni prima, nel 2012, con Francesco d'Onofrio. In quel momento, d'Onofrio era sospettato insieme a Rocco Schirripa di essere il killer del procuratore Bruno Caccia, ucciso dalla 'Ndrangheta il 26 giugno 1983. Il collaboratore ha rivelato che d'Onofrio provava un forte risentimento nei confronti di un procuratore donna “che gli stava alle calcagna” e per questo motivo “lo stava rovinando”. Tempo dopo, si è scoperto che la procuratrice in questione è Silvia Salvadori, giudice noto e temuto dalla 'Ndrangheta. Nel contesto piemontese, infatti, il magistrato ha firmato gli arresti di numerosi ‘ndranghetisti nell'ambito dell'operazione “Minotauro”, che ha portato oltre centocinquanta persone in carcere. Ma alle parole di Mantella si è aggiunta anche una nota confidenziale degli investigatori che parla di un attentato nei confronti di Salvadori, che si sarebbe dovuto compiere con un bazooka oppure con un lanciagranate. Il collaboratore Mantella non ha svelato ulteriori dettagli che suggeriscono il dove, il quando oppure chi difatti avrebbe tentato di organizzare questo tipo di attentato. Tuttavia, lo scenario è chiaro e riporta alla mente le due stragi di mafia in cui hanno perso la vita i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, entrambi cruenti, entrambi avvenuti con l’esplosivo. Inoltre, l'idea di un attentato con esplosivi nei confronti di Salvadori ha sollevato forti preoccupazioni, non solo per le modalità, ma anche per i dettagli emersi proprio durante le indagini sull’omicidio di Bruno Caccia. Oltretutto, quest'ultimo non è mai stato completamente chiarito. Le informazioni fornite dal pentito di 'Ndrangheta, Andrea Mantella, sono state inserite all’interno del rapporto redatto dalla Procura Generale di Milano. Purtroppo, Mantella non ha consegnato altri dettagli che potrebbero confermare una connessione tra le dichiarazioni di D'Onofrio e la minaccia al giudice Salvadori. Difatti, Mantella non ha accusato specificamente D'Onofrio, ma ha solo raccontato che aveva un problema con una procuratrice donna. Pertanto, D'Onofrio non è mai stato indagato per questa vicenda.

Fonte: La Stampa

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