Si è dimesso stamattina il sindaco di Scilla Pasqualino Ciccone (in foto) che è indagato per scambio di voto politico-mafioso. Le dimissioni sono state presentate in blocco da tutti i componenti della giunta comunale a una ventina di giorni dall'operazione "Nuova Linea" contro la cosca Nasone-Gaietti di Scilla. L'8 settembre scorso, infatti, i carabinieri hanno perquisito l'abitazione e l'ufficio del sindaco accusato di essere stato sostenuto dalla ‘Ndrangheta nelle elezioni del 2020, quando era stato eletto per la seconda volta con il 97,84% dei voti. Lo stesso giorno era stato arrestato il consigliere comunale Girolamo "Gigi" Paladino per scambio di voto politico-mafioso. Intanto, l'inchiesta "Nuova Linea" si allarga.  E' indagato, infine, anche l'ex sindaco Gaetano Ciccone, avvocato e fratello del primo cittadino di Scilla. A lui la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria contesta il reato di traffico di influenze aggravato dal favoreggiamento alla ‘Ndrangheta. Stando a quanto trapela ci sarebbero alcune intercettazioni che, secondo i pm, dimostrerebbero che l'ex sindaco avrebbe fatto da tramite fra il boss Giuseppe Fulco e il fratello Pasqualino.

Riceviamo e pubblichiamo una richiesta di rettifica, datata 5 ottobre 2022, dall'Ing. Giuseppe Vita
"Mi corre l’obbligo specificare che il mio nome risulta inserito esclusivamente in un atto denominato 'Informativa di notizie di reato' che differisce dal 'Registro degli indagati' e che non sono mai stato raggiunto ad oggi da nessun tipo di provvedimento; probabilmente quella che sulle righe di un giornale può apparire un banale sinonimo, in realtà ha giudizialmente una rilevanza ed un significato sostanziale differenti, diventando purtroppo fuorviante per il lettore e lesivo dell’immagine della persona interessata. Invero l’iter giudiziario prevede che i nomi iscritti nelle 'Notizie di reato' debbano rimanere segreti sino alla chiusura delle indagini per evitare che queste vengano inficiate e per assicurare riservatezza alle persone coinvolte e la cui posizione è da accertare. Nel caso di specie, dei 50 iscritti nell’atto di cui sopra, solo 26 vengono menzionati sulle testate giornalistiche perché verso essi è stata esercitata l’azione penale, dei 24 rimanenti (fra i quali rientro anche io), com’era doveroso, non è trapelato alcunchè eccezion fatta per il mio nome, ritengo per la risonanza creata dalla mia carica pubblica. Tanto premesso e certo della buona fede utilizzata nella stesura che ci vede oggi impegnati, chiedo una tempestiva rettifica di quanto succitato, al fine di tutelare la mia sfera privata e lavorativa, nonché la mia immagine pubblica".


Fonte: ANSA

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