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Nell’agenda rossa di Borsellino: “Sono annotate le cose più importanti avvenute negli ultimi due mesi della sua vita”

Il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, ospite nei giorni scorsi a Vieste per la XXI edizione del festival “Il libro possibile”, presenta il suo ultimo saggio “Complici e Colpevoli” edito da Mondadori e scritto insieme all’esperto di organizzazioni criminali Antonio Nicaso per meglio analizzare i vari meccanismi che hanno permesso alla ‘Ndrangheta di acquisire un ruolo di primo piano al Nord Italia come nel resto d’Europa. Intervistato dai giornalisti presenti, parla di verità scomode che sono state rese inaccessibili anche grazie alla scomparsa dell’agenda rossa di Borsellino e dei colletti bianchi che, nonostante tutto, continuano a supportare le mafie. Infine, entusiasta, ha sottolineato l’importante traguardo raggiunto con l’inaugurazione del prossimo mese della nuova Procura di Catanzaro.

Un procuratore felice del suo lavoro
Candidarmi per fare cosa? - ha risposto Gratteri ai giornalisti che chiedevano di una possibile candidatura al CSM -. Sono felice di essere il procuratore della Repubblica di Catanzaro, mi piace questo lavoro e mi emoziona ancora. Riesco a fare delle cose importanti che rendono più vivibile la vita ai calabresi come ad una parte dell’Italia”.
Stando alle dichiarazioni rilasciate da Gratteri ai giornalisti presenti, sembra che il procuratore di Catanzaro non abbia mai nemmeno immaginato di intraprendere una candidatura al Consiglio superiore della magistratura; quello che invece appare evidente, è l'entusiasmo che accompagna Nicola Gratteri nella realizzazione della nuova sede della Procura di Catanzaro: “Il prossimo mese - ha sottolineato Gratteri - inaugureremo la nuova Procura che è nata da una mia idea, ho fatto anche il capomastro. È un convento del Quattrocento riportato alla bellezza dell’epoca. Tra pochi giorni diventerà la nuova Procura Repubblica di Catanzaro con un risparmio di 1.700.000 euro l’anno di fitto”.

L’Agenda Rossa di Borsellino: la chiave di volta per scoprire la verità sulle stragi del ‘92
Come più volte rimarcato anche dallo stesso procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, è nell’Agenda Rossa di Paolo Borsellino che si nascondono le verità che ruotano attorno alle stragi del ‘92.
Verità che potrebbero spiegare l’insana tendenza a legiferare a dismisura per qualsiasi tema ma, mai per rafforzare la lotta alla mafia; rimanendo, quando va bene, inermi davanti alla ricerca di una verità capace di decifrare i rapporti ormai noti tra “Mafia, poteri extra-istituzionali e parti deviati di uno Stato” che oggi, a trent’anni di distanza dalle stragi, si autoassolve da ogni colpa. Invece, quando va male, a produrne di altre che provano a sabotare quanto fatto sino ad oggi da quei martiri che, come Giovanni Falcone, riferendosi ad alcune parti dello Stato, parlano di “ibridi connubi”.
Tornando alle dichiarazioni rese ai giornalisti, Nicola Gratteri, parlando dell'agenda rossa ha dichiarato: “Si deve ritrovare l’agenda rossa di Borsellino. Lì erano annotate tutte le cose importanti vissute negli ultimi due mesi della sua vita. La vedova racconta che tornava a casa ogni sera sempre più arrabbiato. Se andava a Roma, andava da gente che aveva a che fare con le istituzioni e tornava arrabbiato vuol dire che aveva capito che era stato abbandonato”. “Falcone era un perdente nato, uno sfigato - continua Gratteri -. Gli hanno preferito chiunque nei ruoli per i quali si era candidato nella sua carriera. Dopo che è stato ucciso è successo un miracolo, si è creato in Italia un movimento inaspettato che ancora dura. C’è gente che non era nata e si nutre ancora della grandezza di questi uomini. Per questo Falcone e Borsellino non sono morti invano”.

Interessi e indifferenza, la vera forza delle mafie
Infine, esaminando il ruolo svolto dai colletti bianchi nelle dinamiche che lubrificano gli ingranaggi della mafia, Gratteri, spiega la funzione specifica che, da anni, unisce gli interessi di mafia e politica: “Innanzitutto le mafie votano e fanno votare, cercando di non stare mai all’opposizione. Secondariamente, nel momento in cui il potere politico non rispetta la Costituzione e non crea delle norme proporzionate al contrasto della realtà criminale è ovvio che le mafie hanno ossigeno e diventano più forti, arroganti, e la gente indietreggia”.
Descrivendo anche “il problema che c’è oggi sugli appalti”, il procuratore Gratteri ha indicato anche altri aspetti che, inevitabilmente, finiscono per agevolare le mafie: “I complici sono i colletti bianchi, la zona grigia, il mondo delle professioni che in cambio di soldi sono al servizio delle mafie. I colpevoli sono i cittadini che, sapendolo, fanno la spesa nei supermercati delle mafie mentre i politici non creano un sistema giudiziario proporzionato a questa realtà criminale”.

Fonte: Corriere della Calabria

Foto © Jacopo Bonfili

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