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All’inizio delle indagini erano quindici gli agenti del carcere finiti sotto il mirino della procura

I magistrati uruguayani hanno chiesto l'imputazione di uno degli agenti di custodia che avrebbe favorito la clamorosa fuga del boss della ‘Ndrangheta Rocco Morabito dal carcere di Montevideo il 23 giugno del 2019. Lo rende noto il quotidiano "El Pais", sottolineando che le autorità di giustizia non hanno tuttavia reso nota l'identità dell'agente. La richiesta è partita dal pm Ricardo Lackner, che conduce l'inchiesta volta a determinare l'esistenza di complicità nel piano di evasione di Morabito. Al centro dei sospetti fin dall'inizio dell'indagine erano finiti i due agenti incaricati della custodia che al momento della fuga del boss e nelle sette ore successive non erano dove avrebbero dovuto essere. All’inizio erano addirittura quindici gli agenti in servizio all’interno della struttura finiti nel mirino dei pm perché presuntamente coinvolti nella fuga da film di quello che viene considerato uno dei più grandi broker degli ultimi anni. Ma a rischiare di finire a processo è soltanto uno degli agenti nonostante l’evasione, per le sue caratteristiche, sin dal primo momento, suggerì agli investigatori e all'opinione pubblica, che certamente questa si sia avvalsa di un supporto logistico molto ben definito e che inevitabilmente abbia contato sulla complicità di persone che ovviamente facevano parte della Polizia in servizio quel giorno. Il giornalista uruguayano Jean Georges Almendras, direttore di Antimafia Dos Mil ed esperto di criminalità organizzata, prima dell’arresto del boss, intervistato da “CX 36 Radio Centenario” insieme al direttore Giorgio Bongiovanni, aveva detto che “c’è stato un lavoro di logistica, di preparazione”. Morabito, aveva sottolineato Almendras, “è fuggito con tre ragazzi che furono arrestati 15 giorni dopo e, ad oggi, non si sa dove si trovi. Da indagini in corso in Italia, condotte dalle autorità italiane in Sicilia, a Palermo, si è scoperto che la 'Ndrangheta, come organizzazione criminale, aveva stretti vincoli con elementi mafiosi in tribunali argentini, per ottenere informazione sui movimenti, sulla situazione in quel paese. Inoltre si è scoperto che la 'Ndrangheta ha speso 50.000 euro per la logistica dell’evasione di Rocco Morabito, portati dall'Argentina in Uruguay. Stiamo parlando di una corruzione a livello massivo".

La fuga da film e l’arresto
Dopo la fuga da film statunitense, Rocco Morabito, capo di una delle più potenti 'ndrine' della Locride, era stato arrestato quasi due anni dopo l’evasione, il 24 maggio 2021, in un hotel della città di Joao Pessoa, capitale dello Stato di Brasile, grazie ad un'operazione congiunta della Polizia federale brasiliana (Pf), dell'Interpol e dei carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (Ros). Il boss calabrese originario di Africo si trova ancora in carcere in Brasile in attesa di estradizione. La Corte suprema federale del Brasile (Stf) ha confermato a fine maggio l'autorizzazione al trasferimento in Italia di Morabito, ma manca ancora un decreto del presidente Jair Bolsonaro. Il governo federale del Brasile sarà incaricato adesso di consegnare Morabito alle autorità italiane. Secondo la decisione della Corte, tuttavia, l'Italia deve rispettare alcuni requisiti richiesti dalla legislazione brasiliana nei casi di estradizione, tra cui l'applicazione di un massimo di 30 anni di carcere.
La richiesta di estradizione era stata presentata dalle autorità italiane. Morabito è stato condannato in contumacia dalla magistratura italiana a 30 anni per associazione mafiosa e traffico di droga. Il boss mafioso era stato inserito nella lista dei dieci maggiori ricercati dalle autorità italiane a seguito della sua fuga da un carcere dell'Uruguay, da dove era evaso il 23 giugno del 2019. La giustizia uruguaiana, come detto, indaga sulle eventuali complicità interne che hanno favorito la rocambolesca fuga attraverso la terrazza del carcere e da lì a un appartamento al quinto piano di un edificio adiacente. I fuggitivi avevano potuto contare su circa sette ore di tempo per dileguarsi prima che le autorità si accorgessero della loro assenza dal carcere. Morabito, 53 anni, era stato arrestato nel Paese sudamericano nel settembre del 2017 in un hotel di Montevideo dopo 23 anni di latitanza. Il boss si celava dietro la falsa identità di un imprenditore brasiliano di 49 anni, di nome Francisco Cappelletto.

Fonte: Agenzia NOVA

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