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Stamane era atteso in aula a Vibo Valentia per il controesame dei difensori di alcuni imputati

Avrebbe dovuto deporre questa mattina in Tribunale a Vibo Valentia nel processo nato dall'operazione antimafia "Petrol Mafie" uno dei testi principali dell'accusa rappresentata dalla Dda di Catanzaro. Ma l'investigatore - un luogotenente della Guardia di finanza - in aula non ci è mai arrivato. Il suo corpo è stato trovato privo di vita in un appartamento di proprietà dei suoceri (usato solo per il periodo estivo) a Pizzo Calabro. Il 52enne si è tolto la vita con un colpo di pistola. L’uomo aveva già deposto sabato scorso in Tribunale a Vibo nell'ambito del processo “Petrol Mafie” che mira a far luce sugli interessi della 'Ndrangheta nei traffici illeciti con gli idrocarburi. Stamane era atteso per il controesame dei difensori di alcuni imputati. L'indagine per far luce sui motivi che hanno spinto il finanziere a non presentarsi in aula ed a togliersi la vita sono affidate ai carabinieri con il coordinamento della Procura di Vibo Valentia. L'inchiesta “Petrol Mafie” è scattata lo scorso anno ed è una delle più importanti portate a termine dalla procura di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri.

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