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I carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, a conclusione di approfondimenti patrimoniali coordinati dalla Dda diretta da Giovanni Bombardieri nell'ambito dell'operazione denominata 'Metameria'  hanno eseguito l'ultimo di quattro provvedimenti di sequestro patrimoniale, emessi dal Tribunale del capoluogo-sezione Misure di Prevenzione diretto dalla presidente Natina Pratticò.
I provvedimenti sono scaturiti dalle risultanze dell'indagine Metameria che, avviata nel 2017 dai Carabinieri del Reparto Operativo reggino, e diretta dai sostituti della Dda Stefano Musolino, Walter Ignazitto, avevano portato il 16 febbraio 2021 all'emissione di 28 provvedimenti cautelari e a ricostruire i rapporti della cosca Condello di Archi con imprenditori ritenuti come asserviti totalmente alla 'Ndrangheta oltre che a eseguire il sequestro preventivo di otto ditte che operano nei settori dell'edilizia, del turismo e dei servizi globali con un ammontare di beni strumentali pari a circa 6 milioni di euro. Il seguente 13 maggio l'indagine ha portato anche al sequestro di cinque imprese del reggino per un valore di 15 milioni di euro e alla denuncia di 15 persone a vario titolo per riciclaggio e autoriciclaggio, violazione delle norme sulle accise e per fatturazione per operazioni inesistenti. L'attività, nello specifico settore della prevenzione nel suo complesso ha consentito di dimostrare la pericolosità sociale e l'illecita accumulazione patrimoniale permettendo di sequestrare beni per un valore complessivo stimato di oltre 7 milioni di euro. I sigilli sono così stati posti a sette imprese operanti nei settori dell'edilizia e impianti elettrici, officine meccaniche per mezzi pesanti, onoranze funebri e distribuzione di carburanti per autotrazione; 44 immobili siti nella provincia di Reggio Calabria e Cosenza; 65 autoveicoli di vario genere; 4 quote societarie, nonché disponibilità finanziarie pari a euro 155.000 per un valore complessivo di oltre 7 milioni di euro.
I carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria nei giorni scorsi hanno inoltre sequestrato quasi 500.000 euro nascosti sotto terra: due le denunce per ricettazione.

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