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Nella mattinata odierna la Direzione Investigativa Antimafia, su disposizione del tribunale di Catanzaro, ha eseguito un provvedimento di sequestro di beni mobili ed immobili - per oltre 2 mln di euro - a un imprenditore edile catanzarese, già arrestato nell'ambito dell'operazione antimafia denominata 'Johnny' poiché ritenuto dagli inquirenti reggente di una consorteria 'ndranghetista operante sulla fascia Ionica catanzarese, posizione recentemente confermata in appello con una condanna a 12 anni di reclusione per il reato di associazione di tipo mafioso.
Gli investigatori, operando una precisa ricostruzione contabile, sono stati in grado di evidenziare una rilevante sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati dallo stesso e dai propri familiari, valorizzando inoltre molteplici indizi inerenti la provenienza illecita dei beni. Per questo, il tribunale di Catanzaro ha formulato un giudizio di "pericolosità sociale qualificata" e ha disposto il sequestro del suo patrimonio, costituito dal capitale sociale e compendio aziendale di 2 società operanti nel settore edile ed immobiliare comprendenti un magazzino, un terreno e 5 conti correnti, nonché un ulteriore terreno, 7 disponibilità finanziarie e 2 polizze vita per il suddetto valore complessivo. Il provvedimento ha avuto origine da un'articolata proposta di applicazione di misura di prevenzione elaborata dal direttore della Direzione Investigativa Antimafia sulla base delle risultanze di accertamenti relativi al periodo 2007/2017. 

Foto © Imagoeconomica

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