Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Derubricato il ruolo da promotore a partecipe

Dimitri De Stefano, rampollo della nota famiglia di Archi, è stato condannato in appello a 10 anni e 8 mesi di reclusione per associazione mafiosa, in luogo dei 13 anni e 4 mesi del primo grado. I giudici della Corte d'Appello di Reggio Calabria hanno emesso in tarda serata la sentenza, derubricando il suo ruolo a partecipe, e non capo promotore come in primo grado. La posizione di Dimitri De Stefano, difeso dagli avvocati Emilia Vera Giurato e Marcello Manna, era uno stralcio dell'abbreviato di Gotha, il maxi processo contro la 'Ndrangheta voluto dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, diretta dal procuratore capo Giovanni Bombardieri.

Foto © Imagoeconomica

TAGS:

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy