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Dalle prime luci dell’alba è in corso un'operazione della polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia della procura della Repubblica di Reggio Calabria, finalizzata all'esecuzione di 9 ordinanze di custodia cautelare, di cui 4 in carcere e 5 agli arresti domiciliari. Le ordinanze sono emesse nei confronti dei capi, elementi di vertice e prestanomi di una pericolosa articolazione di 'Ndrangheta operante a Sant'Eufemia d'Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria, funzionalmente dipendente dalla potente cosca Alvaro imperante a Sinopoli, San Procopio, Cosoleto, Delianuova e zone limitrofe. Tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa (cosca Alvaro), trasferimento fraudolento di valori ed autoriciclaggio, con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa.
Gli inquirenti della Squadra mobile reggina e del commissariato di Palmi, spiega una nota, coadiuvati dagli operatori della Divisione polizia anticrimine della questura, dei Reparti prevenzione crimine e di diverse squadre mobili del Centro e Nord Italia, stanno eseguendo anche numerose perquisizioni e sequestri di imprese, esercizi commerciali, appartamenti e terreni. Impiegati un centinaio di agenti della polizia di Stato.

Le parole del procuratore
Questa mattina il procuratore capo di Reggio Caabria Giovanni Bombardieri ha commentato l’esito dell’operazione. "Sicuramente la specificità di questa operazione sta nell'aver colpito interessi patrimoniali di alcuni soggetti di riferimento della cosca in Calabria e anche nel Nord Italia, con il sequestro di importanti iniziative economiche, bar e ristoranti, nonché alcune aziende che operano nel ramo delle costruzioni". Gli interessi della cosca, ha evidenziato Bombardieri, "andavano dalla ristorazione alle costruzioni fino all'intermediazione mobiliare. Si articolavano sul territorio nazionale, non solo in Calabria ma anche in Lombardia e nelle Marche", ma "l'importanza dell'operazione è di aver ricostruito una serie di importanti relazioni che hanno consentito anche di accertare il ruolo che all'interno della cosca svolgeva un commercialista, che non si limitava a fornire il suo apporto tecnico alle attività commerciali che gli venivano affidate, ma svolgeva quasi un ruolo di 'consigliori' a tutto tondo, sia nell'individuazione delle iniziative economiche che servivano a schermare gli investimenti di soggetti della cosca, sia attività materiale".

Foto © Imagoeconomica

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