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di AMDuemila - Video
Confermato il ruolo della 'ndrangheta nel narcotraffico e nell'assistenza ai latitanti in Costa Azzurra

Una maxi operazione congiunta tra i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Imperia, coordinati dalla Dda di Genova, e la Gendarmeria di Marsiglia e Parigi ha portato alla luce una rete criminale attiva nel traffico di armi e droga tra Italia e Francia, Belgio e Olanda. 46 i provvedimenti ristrettivi scattati per altrettante persone e il sequestro di beni per un valore di 900mila euro tra Italia e Francia. Dall’operazione “Ponente” risulta confermato il ruolo della 'ndrangheta calabrese nel traffico internazionale di droga e nell'assistenza ai latitanti all'estero in particolar modo nella Costa Azzurra. In Italia è finito in manette Carmelo Sgrò, calabrese di Palmi residente nell'hinterland di Imperia legato anche da vincoli di parentela alla cosca Gallico (Sgrò da qualche mese si trova in carcere) mentre in Francia è indagato un narcotrafficante marsigliese in rapporti con la famiglia Magnoli di Gioia Tauro. Per gli indagati italiani è scattata l'accusa a vario titolo e di concorso di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di stupefacenti e armi e favoreggiamento mentre i francesi sono accusati di banda armata, rapina e traffico di armi e stupefacenti. Uno dei reati contestati a Carmelo Sgrò è di aver coperto nel 2017 la latitanza di Filippo Morgante, 50 anni, un elemento di spicco della cosca dei Gallico. Era, secondo gli inquirenti, al costante servizio della cosca tanto da far parte del 'braccio armato'. Morgante avrebbe partecipato attivamente alla faida con la 'ndrina dei Bruzzise. Condannato a Reggio Calabria a 18 anni per associazione di tipo mafioso, minaccia, detenzione di armi clandestine e associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, si era dato alla latitanza. Fino al momento del suo arresto, avvenuto a Roma nel 2018, era considerato dagli inquirenti il 'reggente' della cosca. Secondo quanto emerso dalle indagini del Ros e della Gendarmerie francese, Sgrò avrebbe favorito la latitanza di Morgante tra la Costa Azzurra e Imperia rifornendolo di denaro, documenti falsi e appartamenti. Nel contesto dell'inchiesta i carabinieri del Ros avevano già arrestato in flagranza 5 soggetti interessati alla movimentazione delle droghe e sono riusciti a censire i canali di distribuzione della droga sul territorio ligure oltre ad individuare il gruppo di albanesi che riforniva il circuito criminale di grossi quantitativi di cocaina. Le indagini della Gendarmeria Francese, partite da un maxi sequestro di hashish proveniente dalla Spagna, avevano permesso di raccogliere elementi di indagine sulla disponibilità da parte dei soggetti francesi di numerosi immobili nei quali la droga veniva lavorata e stoccata accertando anche operazioni di riciclaggio dei proventi effettuate tramite l'acquisto di beni, immobili di lusso e attività commerciali in Francia e Portogallo.

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