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Indagati tre carabinieri
di AMDuemila
La Squadra Mobile di Torino e il Nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri di Cuneo, con un'operazione coordinata dalla Dda della procura di Torino, che ha portato a 12 arresti di cui 8 custodie in carcere e 4 ai domiciliari, hanno scoperto il primo “locale” di ‘ndrangheta nel cuneese.
Tra gli indagati, circa una ventina, ci sono 3 carabinieri, 2 all'epoca dei fatti operativi a Bra, uno operativo in Calabria a Villa San Giovanni, due appartenenti alla Polizia penitenziaria del carcere di Saluzzo. E ancora un appartenente alla pubblica amministrazione e un avvocato. Le indagini che hanno portato alla scoperta del locale di 'Ndrangheta di Bra sono state avviate nell'ottobre 2016 grazie alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia all'epoca detenuto nel carcere di Saluzzo. Il locale scoperto nella provincia di Cunero sarebbe riconducibile alla famiglia Luppino, originaria del comune reggino di Sant'Eufemia d'Aspromonte. In particolare, Salvatore Luppino, al quale insieme al fratello Vincenzo è contestato il ruolo di promozione, direzione e organizzazione del locale di Bra, secondo gli investigatori quando si trovava nel carcere di Saluzzo per scontare più condanne definitive, fruiva di permessi premio, manteneva contatti con i sodali e dava loro direttive. Il gruppo guidato da Salvatore Luppino, inoltre, sempre secondo gli accertamenti degli investigatori, poteva godere di appoggi nell'ambito delle forze dell'ordine e della pubblica amministrazione locale. I due carabinieri, all'epoca dei fatti in servizio a Bra, sono indagati per favoreggiamento personale e rivelazione di segreti d'ufficio aggravati dall'agevolazione mafiosa. Stesse accuse per il carabiniere all'epoca dei fatti operativo a Villa San Giovanni a cui viene contestato anche l'accesso abusivo ai sistemi informatici sempre aggravati dall'agevolazione mafiosa.

Foto © Imagoeconomica

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