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di AMDuemila
Il bambino venne ucciso nel 2014 nelle campagne di Cassano allo Jonio (Cs) insieme al nonno e alla sua compagna

E' stata chiesta dal sostituto procuratore generale di Catanzaro, Salvatore Di Maio, la conferma di condanna all'ergastolo per Cosimo Donato e Faustino Campolongo, accusati dell'omicidio del piccolo Cocò Campilongo, il bambino di 3 anni ucciso il 16 gennaio del 2014 nelle campagne di Cassano allo Jonio (Cs) insieme al nonno Giuseppe Iannicelli e alla compagna marocchina di quest'ultimo, Betty Touss. I loro cadaveri furono ritrovati carbonizzati nell'auto incendiata di Iannicelli. In primo grado i due imputati, su richiesta della Dda di Catanzaro, vennero condannati all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Cosenza. Dalla ricostruzione degli inquirenti, l'omicidio maturò nell'ambito del traffico di sostanze stupefacenti gestito dalla famiglia Abruzzese in particolare nella persona di Faustino Campilongo e Cosimo Donato i quali avrebbero attirato in una trappola Iannicelli, divenuto un loro bersaglio dopo che il nonno del ragazzino aveva deciso di rifornirsi per la droga dai rivali della cosca Forastefano. Iannicelli, consapevole del pericolo che stava correndo, si muoveva sempre in compagnia della donna e del piccolo Cocò (affidato al nonno perché padre e madre erano detenuti per altri reati). "Mai più bimbi vittime di tali atrocità, mai più vittime della 'ndrangheta", furono le parole di Papa Francesco, recatosi a Cassano allo Jonio nel giugno 2014 per ricordare l'atroce morte del piccolo.

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