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di AMDuemila
Dal cosiddetto decreto Reggio ai finanziamenti alla Radio Rtl per poi arrivare all’acquisto di ben 200 copie del libro del magistrato in pensione Giuseppe Tuccio. Sono questi gli argomenti su cui l’ex presidente della provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa (in foto), ha argomentato, difendendosi, nel processo Gotha. Raffa è imputato proprio per quell’acquisto di copie che, secondo l’accusa, sarebbero state acquistate coi fondi del bilancio di rappresentanza dell’ente che presiedeva.
Secondo i magistrati l’acquisto del libro sarebbe stata la contropartita di Raffa per l’appoggio elettorale ottenuto da Paolo Romeo, l’ex parlamentare tra le figure principali del maxi processo Gotha, che già riportava una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. “Tuccio Era una persona stimata per il ruolo che aveva avuto nella magistratura”, ha rivendicato Raffa difendendo la scelta di acquistare il libro.
Una scelta “politica" che rifarebbe ancora oggi perché, a suo dire, quel volume era utile agli amministratori di tutti i 97 comuni della provincia per informarsi, con dati di fatto ed elementi normativi, su quanto di lì a poco sarebbe cambiato con la trasformazione in Città Metropolitana.
L’ex presidente ha dunque negato pressioni da parte di Paolo Romeo per l’acquisto del libro, riferendo di essersi impegnato all’acquisto nel corso di un convegno, nel 2011, organizzato dal Rotary sul tema della futura città metropolitana.
Il costo delle copie sarebbe stato di circa 5mila euro. Secondo Raffa una spesa da “poco”: “Mettiamo in dubbio anche le scelte dei predecessori. Quando un libro, a sola firma di Tuccio, è stato acquistato dal Consiglio regionale, allora presieduto da Giuseppe Bova, col patrocinio della Provincia, allora presieduta da Giuseppe Morabito, per un costo di 150 euro a copia”.

I rapporti con Romeo
Comunque Raffa, nel rispondere alle domande del pm Giuseppe Lombardo, non ha negato di avere conosciuto l’avvocato Paolo Romeo. Ciò sarebbe avvenuto nei primi anni 80, quando quest’ultimo si sposò con una sua amica di Pellaro “sorella di un mio collega, compagno di infanzia; dopo quella conoscenza so che era stato candidato al Parlamento. Poi non l’ho più incontrato per moltissimi anni”.

Le discussioni con Scopellitti
Nel corso dell’udienza, l’allora governatore ha ricostruito le discussioni con Giuseppe Scopelliti, non imputato nel processo Gotha, ma che sta scontando in regime di semilibertà la condanna a 4 anni e 7 mesi di reclusione per falso in bilancio, per fatti commessi quando era sindaco di Reggio Calabria. Nel 2010, Scopellitti era stato eletto presidente della Regione Calabria, e per questo doveva lasciare il suo incarico da sindaco al suo vice, che per l'appunto era Raffa.
Un passaggio, però, che non sarebbe stato così naturale. L'ex Governatore disse che se volva prendere il suo posto di primo cittadino vi erano degli obblighi da mantenere. L’imputato, pur se non troppo convinto, avrebbe accettato le condizioni: “Non mi interessava diventare sindaco e glielo dissi, avevo deciso di fare un’altra esperienza politica e infatti poi mi candidai a presidente della Provincia, e pure sul Decreto Reggio mi dissi d’accordo, purché fosse una cosa che rientrasse nella legalità”. E’ su questo “purché” che, di fatto, sono saltati gli accordi, provocando un effetto domino che ha fatto mancare il terreno sotto i piedi del facente funzioni.

I finanziamenti alla Radio RTL
L’imputato ha poi spiegato che si sarebbe rifiutato di rifinanziare la Radio RTL che, ogni estate, mandava in onda sulle frequenze nazionali la movida del “modello Reggio”, tanto che i detrattori avevano ribattezzato Scopelliti “Peppe Dj”.“I primi scricchiolii sono iniziati in una riunione di giunta, quando io e l’assessore Franco Sarica ci siamo rifiutati di rifinanziare Rtl - ha detto - Erano 70 o 200 mila euro non ricordo esattamente, Sarica mi disse: ‘abbiamo le strade piene di buche, li utilizziamo per le buche’. E come potevo dire di no rispetto a questo obiettivo?”.

Foto © Imagoeconomica

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