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di AMDuemila
Depositate le motivazioni della sentenza in abbreviato

Trentacinque condanne (da un minimo di 3 anni ad un massimo di 20) e 6 assoluzioni. Così si era concluso in abbreviato il processo "Mandamento Ionico". Nei giorni scorsi, come riportato dalla Gazzetta del Sud, sono state depositate le motivazioni della sentenza del gup di Reggio Calabria, Filippo Aragona che sostanzialmente confermano il quadro accusatorio rappresentato nella requisitoria dai pm di Reggio Calabria, Antonio De Bernardo e Francesco Tedesco, sull'unitarietà della 'Ndrangheta.
Scrive il giudice che "gli elementi acquisiti nel corso della presente attività di indagine consentono di approfondire in modo proficuo il carattere della 'ndrangheta come un'organizzazione unitaria governata da un organismo di vertice denominato 'Provincia' con compiti di coordinamento tra le varie 'ndrine".
Nelle 366 pagine della sentenza vengono valorizzati gli elementi acquisiti nelle più importanti inchieste degli ultimi anni a cominciare dal processo "Crimine" che permise di individuare i vertici della "cupola" calabrese. Non mancano quindi riferimenti all'inchiesta "Reale", "Eirene" (che diede una nuova immagine sulla "locale di Locri" dopo la faida che aveva visto contrapposte le famiglie Cordì e Cataldo), o l'informativa "Blu Notte". Secondo il gup, alla luce delle prove raccolte "deve ritenersi provata l'esistenza delle cosche in relazione alle quali si osserva anche che le risultanze investigative consentono di ritenere corretta la contestazione delle aggravanti".

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