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di Davide de Bari - Video
Il procuratore capo di Catanzaro su Rai 3: “La 'Ndrangheta presente in tutti i continenti. In Valle D’Aosta, Piemonte e Lombardia già sistemica dagli anni '70”

“I boss della ‘Ndrangheta? Hanno una forte rigidità legata alla tradizione per tenere tutti uniti, ma sono persone che pagano la cocaina con moneta elettronica. La ‘Ndrangheta è presente in tutti i continenti, subito dopo la caduta del muro di Berlino era già nell’Est per acquistare acciaierie e pozzi di petrolio”. E’ quanto ha sostenuto oggi il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, intervenuto durante il programma di Rai 3 Agorà, presentando il suo ultimo libro “La rete degli invisibili” (Ed. Mondadori) scritto a quattro mani con il professore Antonio Nicaso. Secondo il magistrato ci sono boss che comunque sono legati alla tradizione della loro terra, ma al “contempo sono proiettati nel mondo e assolvono e pagano professionisti, banchieri e laureati per riciclare denaro nella city di Londra, a Melbourne e Toronto”.
Durante il programma di Rai 3, il magistrato, rispondendo a una domanda riguardante l’inchiesta che ha visto coinvolto il presidente della Valle d’Aosta, accusato di voto di scambio politico-mafioso, ha spiegato che “la ‘Ndrangheta è presente in Piemonte, Lombardia e Valle D’Aosta già dagli anni '70 in modo sistematico”. Questo sarebbe accaduto in quanto “negli ultimi 20 anni si è capovolto il rapporto tra mafia e politica, prima erano gli ‘ndranghetisti che andavano dai politici, ma ora è il contrario in quanto la politica è molto più debole”. Gratteri ha rimarcato il fatto che “le mafie danno risposte, creando, però, sottosviluppo. Ecco perché dove c’è il 50% di disoccupazione è una speranza. La ‘Ndrangheta vota e fa votare - ha detto - Alcune volte sposta voti, anche se non ne ha tantissimi, per determinare consensi nella lista A o B e quindi concorre per decidere chi sarà il sindaco. Non solo. Anche nel momento in cui, oltre alla decisione del sindaco, c’è da nominare anche il suo staff ed ecco che si crea quel rapporto di fiducia”.

gratteri agora canne al vento 2

Se oggi la ‘Ndrangheta è diventata così potente, è per il fatto che “noi l’abbiamo sottovalutata, pensando che fosse una mafia stracciona”. “Invece se avessimo studiato - ha poi aggiunto - sapevano che già dagli anni '70 avevano creato il grado di santista che dava la possibilità della doppia affiliazione e quindi si poteva essere affiliati alla 'Ndrangheta e anche alla massoneria deviata, avendo rapporti con il vero potere”. Invece, per il magistrato, solo “da 10 anni ne siamo venuti a conoscenza grazie alla Strage di Duisburg. Addirittura oggi ci sono tedeschi che pensano che in Germania non ci sia la 'Ndrangheta”.
Un altro tema affrontato durante l’intervista al programma Agorà è quello inerente all’omosessualità di alcuni boss, raccontato all’interno del libro. “La 'Ndrangheta si è sempre mostrata forte e i suoi uomini si sono sempre definiti dei superuomini. Quindi, l’omosessualità determina una fragilità”. Secondo il magistrato all’interno della criminalità organizzata calabrese si iniziano a intravedere “delle crepe e noi attraverso queste dobbiamo entrare: ad esempio ci sono donne che iniziano a denunciare per amore in quanto non hanno mai sentito l’amore durante un matrimonio, visto che sono quasi tutti combinati”. Molto spesso, l’oppressione porta queste donne “a conoscere nuovi uomini su Facebook e quindi pensano che questo sia l’amore, per questo motivo scappano e chiedono aiuto allo Stato per poter toccare quel sogno”. Un sogno quest’ultimo che si lega anche alla speranza che “i loro bambini possano avere un futuro diverso dei loro padri che hanno conosciuto dietro al vetro del 41bis. - ha proseguito Gratteri - Ecco perché sempre di più vengono a chiederci aiuto”.

gratteri agora canne al vento 1

Il magistrato ha poi spiegato il perché ancora oggi continua la sua lotta nella sua terra: “Io amo visceralmente la mia terra e mi sono concesso il lusso di restare e resistere. Provo tanta tristezza per chi decide di andare via dalla Calabria, proprio per il fatto che è il posto più bello, è dove si è nati. - ha continuato - Per questo motivo io dico di restare, anche perché stiamo cercando di cambiare la Calabria, siamo solo all’inizio di una nuova rivoluzione. Io da due anni e mezzo sono a Catanzaro e grazie ai vertici delle forze dell’ordine e ai ministri dell’Interno e della Giustizia, che ringrazio, per continuare a inviarci uomini e mezzi migliori; per realizzare il progetto che ho in mente e cioè creare sinergia con tutte le forze dell’ordine”.
In conclusione, Gratteri ha sostenuto che per sconfiggere la 'Ndrangheta “ci vuole una forte volontà politica. Fare tutte quelle modifiche, tenendo conto della Costituzione, fino a quando delinquere non sarà più conveniente. Noi avremmo bisogno di un nuovo codice penale e ordinamento penitenziario diverso da quello attuale”.

VIDEO Guarda la puntata di "Agorà - Canne al vento"

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