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di AMDuemila
Il collaboratore appartenente alla 'ndrina di Seminara

C’è un nuovo pentito tra le file delle cosche della ‘Ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro. Il suo nome è Massimiliano Santaiti appartenente all'omonimo clan di Seminara, coinvolto in questo momento in due processi intentati dalla Dda di Reggio Calabria, la prima e la seconda tranche di "Grifone”. E’ proprio con i magistrati reggini che sta collaborando dallo scorso 26 settembre. La notizia è stata resa nota quando è iniziato il processo d’Appello sull’inchiesta “Grifone”, nel quale in primo grado Santaiti è stato condannato a 12 anni di reclusione per traffico di droga e armi. Il presidente della Corte ha comunicato di avere ricevuto un memoriale difensivo il verbale di collaborazione di Massimiliano Santaiti facendo prendere visione dello stesso alle difese. Solo pochi passaggi non sono omissati nel documento, nei quali il nuovo collaboratore ha ammesso l'appartenenza della sua famiglia alla ‘Ndrangheta. Un altro particolare non omissato riguarderebbe il nipote di Massimiliano Santaiti, Carmelo, classe 1981, dove il collaboratore ha affermato che dopo l’arresto il ragazzo non avrebbe commesso più reati, distaccandosi dalla cosca.
Questo sarebbe bastato ai legali di Carmelo Santaiti, gli avvocati Armando Veneto, Domenico Putrino e Vladimir Solano, per chiedere e ottenere la scarcerazione.
Santaiti è anche imputato nella seconda parte dell’inchiesta “Grifone” nella quale la Dda di Reggio Calabria ha contestato non solo l’associazione mafiosa ai 28 imputati, ma anche il traffico di armi e droga, estorsione alle ditte che avrebbero partecipato ai lavori di ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria, ricettazione e furto.
Il processo è stato aggiornato alla prossima udienza del 13 novembre, dove dovrebbero emergere nuovi particolari sulle dichiarazioni di Massimiliano Santaiti.

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