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di AMDuemila
Secondo gli investigatori sarebbero “passati dal Portogallo e l'Argentina, usando nomi falsi”

E' stato arrestato questa mattina all'alba in Brasile, a Praia Grande, litorale di San Paolo, Nicola Assisi originario di San Giusto Canavese. Insieme a lui è finito in manette anche il figlio Patrick, nato a Chivasso, nel torinese. Occupava almeno tre appartamenti di alto livello nella località balneare paulista, protetti da sofisticati sistemi di sicurezza. Oltre ai due è stato arrestato un terzo latitante peruviano, era ricercato poiché destinatario di un mandato di arresto emesso dall'autorità giudiziaria spagnola, in quanto condannato per tentato omicidio, furto e aggressione. L’arresto è avvenuto ad opera della Polizia Federale del Brasile, a conclusione di un’indagine condotta in cooperazione internazionale con i carabinieri di Torino, coordinati dalla locale Dda e supportati dell’esperto per la Sicurezza della Dcsa nel paese sudamericano. Secondo le autorità padre e figlio "sarebbero passati dal Portogallo e l'Argentina, usando nomi falsi”. Nicola Assisi e il figlio erano inseriti nell'elenco dei "latitanti pericolosi", ricercati per associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti e per essere vicini alla ‘ndrangheta che opera a Volpiano, nel Torinese. Nicola Assisi deve anche scontare una pena definitiva di circa 14 anni in Italia per traffico di droga.
Qualche settimana fa, davanti alla sua villa a San Giusto Canavese, confiscata, si era svolta una notte di presidio promossa dai volontari della rete Libera che avevano spiegato che si trattava di un'azione simbolica con un duplice obiettivo: incontrare la cittadinanza e sollecitare le Istituzioni preposte a iniziare il percorso per restituire il bene socialmente utile. La villa era stata confiscata in via definitiva nel 2011.

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