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di AMDuemila
Gratteri: “Ennesimo segnale presenza dello Stato”

La base operativa era nel soveratese, le donne erano al vertice e i minori dediti allo smercio mentre era presente in più realtà sia nazionali, come Milano, ed estere. E’ questo il profilo dell’organizzazione criminale che circa 200 Carabinieri questa notte hanno smantellato eseguendo 24 provvedimenti di fermo, scaturiti dall’inchiesta della Dda di Catanzaro denominata “Last Generation”. Secondo l’indagine il sodalizio criminale aveva il monopolio del traffico di sostanze stupefacenti nel basso Jonio catanzarese ed era legata alla potentissima cosca Gallace di Guardavalle (Catanzaro), le cui propaggini sono state documentate anche nel Lazio e in Lombardia. Le indagini hanno evidenziato la capacità degli indagati nel far arrivare importanti quantitativi di cocaina anche nelle più competitive piazze di spaccio del milanese e del maceratese, rifornendo anche le cosche dell'Adriatico. Durante le indagini sono state arrestate in flagranza di reato due persone, poichè trovate in possesso di cocaina, marijuana e hashish, e oltre 10.000 euro in contanti. Scoperti poi 2kg di stupefacenti di vario genere (cocaina, hashish e marijuana) e un'arma clandestina con le relative munizioni. Inoltre, sono state registrate transazioni economiche frutto dei traffici illeciti posti in essere dagli indagati per oltre mezzo milione di euro, da cui è scaturita l'emissione di un decreto di sequestro preventivo dello stesso importo: sotto sequestro, tra l’altro, è stato posto un esercizio commerciale di Soverato che secondo gli investigatori era la base del traffico di sostanze stupefacenti, poi anche un capannone industriale, una barca, un appartamento, 4 autovetture, 16 conti correnti e depositi postali.
Dai militari è stato accertato che i proventi del narcotraffico venivano reimpiegati e riciclati anche all'estero, in particolare in Austria, dove operava un soggetto legato all'organizzazione. Due indagati nell’inchiesta “da diversi giorni stavano pensando di andare in Svizzera e in Austria, per questo abbiamo deciso di disporre il fermo - ha spiegato il procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri - Il fermo si è reso necessario per il pericolo che i due promotori di questa associazione a delinquere si dessero alla fuga all'estero e questo avrebbe complicato molto la loro cattura. Questo ci ha messo in fibrillazione ma ci ha indotto a chiudere l'operazione per evitare di avere latitanti importanti”.
Al sodalizio criminale è stata contestata anche l’associazione armata in quanto era “gruppo capace di atti di resistenza nei confronti delle forze dell'ordine, per fortuna non tali da provocare lesioni ai miliari”.
Secondo Gratteri “si tratta di un'indagine di Serie A” per la quale "non abbiamo raccolto solo gravi indizi di colpevolezza ma prove. Altro aspetto significativo di questa inchiesta è stata la partecipazione diretta e attiva di tutte le stazioni dei carabinieri nel comprensorio soveratese, elemento fondamentale per ottenere i riscontri che abbiamo ottenuto”. Di operazione "importante" ha parlato a sua volta il magistrato Vincenzo Luberto: "Un dato da evidenziare è che l'associazione che abbiamo colpito aveva una disponibilità di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, che superava di gran lunga la possibilità di offerta". Il coinvolgimento dei minorenni nel blitz è uno dei dati più significativi emersi dalla conferenza stampa sull'esito dell'indagine, come ha evidenziato il procuratore Nicola Gratteri, che ha definito "particolarmente grave il fatto che alcuni ragazzi erano stati affiliati dal sodalizio". Il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Vincenzo Luberto, ha spiegato come l'operazione prende il nome di "Last generation" proprio "per la giovane età di buona parte delle persone coinvolte, ma questo non deve trarre in inganno perché i minorenni indagati hanno dimostrato spregiudicatezza e pericolosità sociale". Luperto ha anche raccontato che "sono stati numerosi gli episodi di resistenza e di aggressione da parte dei minorenni nei confronti dell'attività di controllo e contrasto dei militari dell'Arma, che in alcuni casi hanno anche riportato delle lesioni, come sono stati tanti i casi di minacce di ritorsioni a carico dei carabinieri o di loro familiari, comunque mai concretizzatisi sia per la capacità di reazione delle forze dell'ordine sia per l'opposizione dei vertici del sodalizio”. Inoltre, secondo il magistrato “i giovani avevano la piena consapevolezza di partecipare a un'organizzazione legata alla 'Ndrangheta, e questo era anche motivo di vanto per loro". In conclusione, Luberto ha definito "allarmante questo coinvolgimento di minori, un allarme che dovrebbe essere il viatico di un diverso impegno sociale sul terreno della prevenzione di certi fenomeni”. Sull’operazione è intervenuto anche il sindaco Sergio Abramo, ringraziando la Dda di Catanzaro e i Carabinieri della Compagnia di Soverato e del Comando provinciale di Catanzaro: “L'operazione Last generation è un altro grande risultato centrato dal procuratore della Repubblica Nicola Gratteri e dalle forze dell'Ordine”. Questo di oggi, per il sindaco “è un duro colpo inflitto alla criminalità organizzata, ma è soprattutto l'ennesimo segnale, tangibile, della presenza dello Stato nei nostri territori - ha concluso - L’impegno del procuratore Gratteri e dell'Arma, attività che prosegue quotidianamente e che fa parte di una serie di recenti e importanti operazioni, concretizzate insieme anche alle altre forze dell'ordine, e che fa sì che l'azione della magistratura in Calabria sia sempre più forte e incisiva”.

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