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di AMDuemila
Intervista de “Il Sole 24 Ore” al comandante del Ros dei Carabinieri

"L'infiltrazione della criminalità organizzata al Nord è sempre più alta. Così come è sempre più intensa la nostra azione di contrasto". L'offensiva mafiosa "ormai non è più violenta. Lo diventa solo se costretta quando altri metodi non sono efficaci”. E’ quanto ha sostenuto il comandante del Ros (raggruamento operativo speciale) Pasquale Angelosanto che in un’intervista a “Il Sole 24 Ore” ha parlato del proprio reparto e del suo impegno e specializzato nell’investigazione antimafia.
Secondo il generale l’infiltrazione delle cosche calabresi nel settentrione è in aumento. "Sì. Le modalità di conquista sono cambiate: più sfuggenti, raffinate, efficaci. I nostri sforzi si moltiplicano in una strategia articolata, non bastano l'alta specializzazione investigativa e gli strumenti tecnici evoluti. Bisogna leggere i fenomeni criminali in modo complessivo come ci ha insegnato il generale Carlo Alberto dalla Chiesa". Per il comandante del Ros la crisi economica ha agevolato l'incursione e le scorribande dei mafiosi. "La corruzione o la collusione in affari illeciti è ormai uno strumento abituale per l'azione criminale. - ha spiegato nell’intervista - Il ricorso alla violenza, peraltro, è ridotto ai minimi termini, ormai quasi sempre controproducente". Le cosche sono sempre più inabissate per questo motivo l’azione di contrastro, preventiva e giudiziaria, è sempre più complessa. "Anche le modalità di interazione e di relazione dei mafiosi sono sempre più accurate, riservate. Si fa ricorso a telefonate con modalità protette. L'attenzione a non farsi scoprire è assoluta, maniacale". Gli affari della mafia al Nord sono lucrosi. "Certo, è il territorio più ricco. Vanno osservate, tra l'altro, le modalità di interazione delle cosche con le imprese da conquistare. Sono sempre più audaci ed efficaci. I mafiosi hanno a disposizione una quantità enorme di capitali liquidi. Per loro l'erogazione del credito è uno strumento decisivo per l'occupazione illecita di quote di mercato". Per le mafie il Nord Italia è terreno fertile. "A cominciare dalla ‘Ndrangheta, oggi la più strutturata, diffusa, ricca e potente delle mafie. - ha detto il comandante del Ros - E’ riuscita a colonizzare vaste aree del Centro Nord del nostro Paese".
Angelosanto ha poi parlato dei risultati ottenuti nel contrasto alla criminalità organizzata. "Nel quadriennio 2015-2018 sono stati 1.645 i i mafiosi arrestati. - ha detto - Il valore dei patrimoni illeciti recuperati con sequestri e confische ammonta a un miliardo e 441 milioni di euro”. Le modalità utilizzate dal Ros per contrastare le mafie seguono quattro direttrici: "Primo, individuare i componenti dei clan e catturare i latitanti. Poi, interrompere i traffici delittuosi in atto, dal traffico di stupefacenti a quello di armi, per esempio". Ma la mafia oggi si distingue soprattutto per la sua capacità di conquistare patrimoni e relazioni di potere. "La terza direttrice, infatti, punta al sequestro e la confisca dei beni illeciti. E la quarta si focalizza sull'obiettivo di rescindere i rapporti collusivi intessuti dai clan con la politica e la pubblica amministrazione". Per quanto riguarda il livello politico è quello più minaccioso. "La criminalità mafiosa non fa nulla a caso. Rapporti funzionali con politici e amministratori garantiscono erogazioni pubbliche, appalti e assunzioni clientelari". Il profitto criminale così aumenta. "Non c’è solo il risultato di arricchimento economico per l'associazione mafiosa, ma anche di consenso popolare: si sostituisce allo Stato come ammortizzatore sociale, accresce potere e capacità di controllo del territorio”.

Foto © Imagoeconomica

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